Lupi, Lav: "Nessuna invasione: solo tre esemplari nell'altipiano"

Gli animalisti citano i numeri forniti dal progetto Life WolfAlps della Regione Veneto, da poco chiuso dal consiglio regionale, e avvertono: "Il problema nasce dai cani abbandonati"

Il consiglio regionale del Veneto ha recentemente approvato una mozione di rinuncia al progetto europeo Life WolfAlps a favore di un piano di "gestione e contenimento del lupo" che dovrebbe essere il governo nazionale ad attuare.

Una scelta che trova contrari gli animalisti della Lav di Bassano: "Così si è rinunciato ai finanziamenti europei per un piano che non esiste a favore di un contenimento che rappresenta solamente l’illusione dei politici regionali che cavalcano e rinfocolano le paure dei cittadini per loro esclusivo tornaconto elettorale. L’unico piano in discussione, ma non ancora approvato, è il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”. 

Qual è l’ esatta stima di quanti lupi circolino sulle nostre montagne? A sentire i demonizzatori dei lupi sembra ci sia un’invasione, mentre secondo i dati del progetto Life WolfAlps della Regione Veneto, che si è voluto chiudere, attualmente ci sono solo tre esemplari nell’altopiano. Di che specie sono? Ci sono forse anche cani inselvatichiti? Il monitoraggio sull’Altopiano lupi/randagi non è attendibile e, anche per questo, la mozione il Regione Veneto  sembra affrettata e mal congegnata. Ora alcuni episodi di sparizioni e uccisioni di animali portano a pensare che il  lupo sia arrivato anche sul Grappa.

La LAV segue con interesse tutte le proposte in atto;  e se anche a causa di una antica cultura il rapporto uomo/lupo è sempre stato problematico, la comparsa di qualche lupo, sull’Altopiano e sul Grappa è strettamente legata alla presenza di animali d’allevamento (ovini, bovini) e selvatici (in particolare mufloni, caprioli) i quali dimorano stabilmente e occasionalmente sui nostri rilievi. L’espansione delle attività umane, compresa la caccia montana, è volutamente assidua oltre che particolarmente invasiva, ma ci sono dei limiti, almeno ambientali, da rispettare.

E’ necessario mitigare il clamore artificiosamente montato sulla presenza del lupo in Altopiano, per cui la LAV raccomanda come prima cosa di fermare  l’abbandono di cani di famiglia e da caccia, (ricordiamo che l’abbandono è un reato punibile dalla Legge Italiana) fatti che accadono, specialmente ora con la stagione vacanziera. Secondo stime LAV, sono 600 mila i cani abbandonati, randagi e inselvatichiti che vagano in Italia. Qualcuno di essi si trova anche sull’Altopiano e anche sul Grappa. I cani randagi risultano essere più aggressivi dei lupi, in quanto confidenti con l’uomo, mentre il lupo (Italicus) lo teme. L’eventuale accoppiamento tra cani e  lupi fa nascere l’ibrido, che non conosce  le regole del branco. Inoltre, un branco di veri lupi, che non è mai numeroso, “punta” un solo animale di un  gregge,  mentre un branco di cani ibridi e/o randagi, che può essere numeroso,  fa strage del gregge, perché non sa come organizzarsi. Quindi, il problema “lupi” comprende anche i frequenti abbandoni di cani.

Infine è fondamentale ricordare che esistono numerose misure di prevenzione delle predazioni imputate ai lupi. Per gli allevatori si tratta solo di impegnarsi ad attuarle, prima lo faranno, prima i loro danni diminuiranno. Oramai il lupo è ritornato a popolare i territori dai quali era stato allontanato dall’uomo, bisogna prenderne atto, anche considerando che nessuno potrà mai ucciderlo o allontanarlo. In fin dei conti tutta la “questione lupo” rappresenta esclusivamente un mutamento delle condizioni di mercato per gli allevatori i quali, come qualsiasi altra azienda, dovranno semplicemente adattarsi, chi prima lo farà risulterà poi vincente".