La 'Ndrangheta a Vicenza: Carlo Celadon, il più lungo sequestro della storia

Carlo Celadon venne rapito ad Arzignano e imprigionato in Calabria, un incubo durato 831 giorni. Incatenato, nascosto da un sistema omertoso, riuscì a sopravvivere solo alla sua forza d'animo

La liberazione di Carlo Celadon

Lunedì 25 gennaio 1988. Villa sulle colline di Arzignano. Non è il luogo ideale per ostentare e godersi la ricchezza, nella zona si respira la puzza delle concerie ma chi c’è nato ormai ci ha fatto l’abitudine. E’ quel che succede anche alla famiglia dei Celadon, conciari, benestanti, (no! ricchi dicono in paese), che in quella valle ormai ci hanno messo le radici.
L’irruzione in villa avviene all’improvviso, violenta, sconcertante, un vero choc per tutti. Quattro i delinquenti, due gli armati e gli altri due che, provvisti di corda e bavagli, aggrediscono subito il figlio dell’industriale e imbavagliano tutti i familiari presenti. Alla fine scelgono di rapire il figlio, Carlo, un ragazzo di diciott’anni. La fuga è disagevole, i quattro devono uscire dalla casa scegliendo il retro, bisogna pure saltare il muro di cinta.
Una vicina vede la scena e chiama il 113. I Carabinieri slegano i familiari e avviano le prime indagini che portano gli investigatori dell’Arma a capire, senza alcun dubbio, che ci si trova di fronte ad una banda di calabresi, quasi sicuro che siano affiliati ad una ‘ndrina.
 
I beni della famiglia vengono bloccati: è la linea dura voluta da Canilli.

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