L'eremo di San Cassiano e la fuga della regina Adelaide a Lumignano

Tra le tante leggende, appassionante è la vicenda di Adelaide regina d'Italia (personaggio storico, realmente vissuto nel X sec.), cui è dedicato il "Covolo della Regina", presso l'eremo. Sfuggita alla prigione impostale da Berengario dopo l'assassinio di Lotario suo sposo, Adelaide si rifugiò per qualche tempo tra queste grotte

Risalendo il monte alle spalle del paese su un ampio terrazzo a strapiombo, sorge l'eremo millenario dove la tradizione vuole che San Teobaldo e San Cassiano si siano ritirati in preghiera e meditazione. E, sempre qui, Risalendo il monte alle spalle del paese su un ampio terrazzo a strapiombo, sorge l'eremo millenario dove la tradizione vuole che San Teobaldo e San Cassiano si siano ritirati in preghiera e meditazione. E, sempre qui, si danno tuttora convegno speleologi e appassionati di folklore per ammirare le meraviglie geologiche e per raccontarsi storie su quelle fantastiche creature che da sempre "abitano", nell'immaginario popolare, le grotte e le caverne del vicentino. Tra le leggende che si tramandano oralmente, appassionante è la vicenda di Adelaide regina d'Italia (personaggio storico, realmente vissuto nel X sec.), cui è dedicato il "Covolo della Regina", presso l'eremo. Sfuggita alla prigione impostale da Berengario dopo l'assassinio di Lotario suo sposo, Adelaide si rifugiò per qualche tempo tra queste grotte, prima di porsi definitivamente in salvo nella città di Este. La regina, riconoscente a questi luoghi, inviò, per tutta la vita, doni, frutta secca e libri "santi" ai penitenti che qui si ritiravano a pregare. 

STUDI ARCHEOLOGICI
Eremo-Covolo-San-Cassiano-Lumignano-Foto-06-2Nel 1994 l'Eremo di S. Cassiano e' stato inserito nel progetto di studi "Insediamenti rupestri dei Berici" (coordinato dal Prof. Broggiolo, Università di Padova). Sono state eseguite ricerche di tipo storico, archeologico (campagne di scavo di maggio e settembre '94) e paleografico. Nella zona oggetto di studio, compresa fra il cancello d'ingresso e l'Eremo stesso, si e' evidenziata l'esistenza di almeno 3 edifici: uno molto grande in corrispondenza dell'attuale muro d'ingresso, un altro in corrispondenza del Covolo dipinto e il terzo situato tra il Covolo dipinto e l'Eremo. Lungo le pareti rocciose si osservano fori per lo piu' quadrati, sedi delle travature per gli impalcati di calpestio o di copertura. In base all'inclinazione dei fori si e' potuto stabilire che uno dei tetti aveva una struttura a capriate; gli altri due erano invece tetti spioventi. Fra l'interno e l'esterno dell'Eremo sono state individuate 13 tombe scavate nella roccia risalenti al periodo alto-medioevale. Alcune, risalenti al VI-VII secolo, sono di forma rettangolare o trapezoidale; altre, risalenti all'VIII-IX secolo, sono modellate a livello del capo: risalta il cuscino di roccia per appoggiare la testa. Nessuna tomba e' stata trovata integra; non si hanno elementi per stabilire se in queste sepolture venivano posti dei corredi o se venissero riutilizzate. Le tombe presenti all'interno dell'Eremo, lungo il corridoio e nel salone, sono state tagliate a seguito delle modifiche subite dall'edificio nei secoli. Sotto la pavimentazione dell'attuale salone sono stati ritrovati i resti della prima muratura della primitiva "ECCLESIA SANTI CASSIANI", formata da pietre irregolari legate assieme da una malta terrosa ed i resti di una muratura adiacente, costituita da pietre di piccola e media grandezza, legate assieme tramite malta impastata a terra, rivestita nella parte esterna di intonaco tirato a cazzuola. La cengia di accesso all'Eremo di S. Cassiano

STUDI PALEOGRAFICI
Eremo-Covolo-San-Cassiano-Lumignano-Foto-07-2Il primo documento trovato riguardante la presenza dell' Eremo risale al 1164. In questo scritto si ha notizia che il Vescovo di Padova concede come feudo il "Saxo Santi Caxiani" a Uguccione Conte dei Maltraversi (famiglia vicentina con simpatie padovane) con l'obbligo di porre sopra l'altare ogni anno, 12 denari nel giorno della sua festa e di far ufficiare messa da un prete. Il Vescovo comunque, riserva per sé e per il Capitolo del Duomo di Padova i diritti sulla Chiesa e sulle terre circostanti. Questo assetto si protrae fino al XIV secolo. Successivamente San Cassiano costituisce una rendita da cui traggono beneficio i Canonici di Padova, ma questi lasciano decadere il luogo che presto viene definitivamente abbandonato. Verso la fine del XVI secolo l'Eremo passa sotto la giurisdizione del Vescovo di Vicenza. Nel 1583 il Vescovo Michele Priuli si reca a San Cassiano per una visita pastorale e, trovando il luogo in completo stato di abbandono, redige un documento nel quale afferma che la Chiesa si presenta senza copertura, sprovvista di altare e con le mura decadenti. In una cappella di fronte alla Chiesa si trova raffigurato "Il Sepolcro di nostro Signore Gesù Cristo"; la cappella ha il solaio crollato e la sacrestia dietro alla chiesa e' distrutta. Tra la chiesa e la sacrestia si trovava un piccolo cortile. Intorno alla chiesa il territorio era coltivato. C'erano orti, viti e probabilmente la stessa varieta' di piante che ora troviamo allo stato selvatico come fichi, ulivi, prugni, alloro. Parecchie erano le fonti, molte delle quali ancor oggi visibili, ma asciutte. Nonostante lo stato di degrado in cui si trovavano gli edifici, il posto era comunque frequentato da religiosi. Il vescovo alla fine della visita ordina dei lavori di restauro. A testimonianza del miglioramento del luogo c'e' il documento datato 11 maggio 1698, redatto dal Vescovo Rubini in visita pastorale nel territorio di Lumignano, che sottolinea il cambiamento della situazione nell'arco di un secolo. Anche in questo documento si parla di due edifici distinti: la Chiesa di San Cassiano, con due altari, uno chiamato del "Santissimo Crocifisso" e l'altro intitolato a San Cassiano. L'altro edificio era l'antistante Cappella del "Santo Sepolcro". Essa corrisponde all'attuale chiesetta al pian terreno ancora oggi consacrata. L'unico altare ivi presente era probabilmente lo stesso che vediamo ora. Nel frattempo la chiesa di San Cassiano era diventata l'oratorio privato di Geronimo Dottori, un nobile padovano che l'aveva ricevuto dal suo predecessore Alessandro Dottori, che a sua volta lo aveva avuto in dono come regalo di nozze dalla moglie Margherita, ultima discendente della famiglia Maltraversi. Il proprietario aveva il compito di curare l'edificio e di mantenere gli Eremiti che vivevano nel luogo sacro, custodendolo e celebrando ogni tanto la messa. La proprietà della chiesa rimase della famiglia Dottori fino alla fine del XVIII secolo. In seguito fu ceduta a Nicolò del fu Girolamo, nobile padovano della famiglia Leoni. L'11 dicembre 1825, la famiglia Leoni cedette l'Eremo di San Cassiano a Giovanni di Lodovico Conte da Schio, alla cui famiglia appartiene ancora. Quando la proprietà passa a Giovanni da Schio iniziano ricerche approfondite nelle cavità vicine da parte dello stesso Da Schio, del figlio e del nipote. Leonardi, Perin e Trevisiol attestano che durante le ricerche vi furono notevoli ritrovamenti di materiale paleontologico e ritrovamenti archeologici risalenti all'età del ferro.

ASPETTI NATURALISTICI
Eremo-Covolo-San-Cassiano-Lumignano-Foto-02-2L'Eremo di San Cassiano e' uno dei siti più affascinanti del territorio vicentino. La sua lunga storia e la peculiarita' dell'ambiente che lo circonda, creano un contesto unico. Il colpo d'occhio e' suggestivo: abbarbicato a metà della collina troviamo l'Eremo incastonato in una cornice di pietra bianca calcarea lavorata dall'erosione del mare tropicale che verso la fine dell'epoca Oligocenica (37.5-23 m.a.) cominciò a modellare la roccia. Oltre all'edificio e ai "covoli", la flora e la fauna presenti sono particolari, se non in alcuni casi, uniche. Nel 1602 Filippo Pigafetta menziona questo posto nella descrizione del territorio scrivendo: "Seguono poi lungo le pendici, le ruppi di San Cassiano d'augelli griffoni nido et producenti herbe esquisite da medicina". Lungo il sentiero si osserva un ambiente boscoso e rupestre con un microclima di tipo mediterraneo. E' facile notare la presenza di carpini neri (Ostrya Carpinifolia), di castagni (Castanea sativa),di noccioli (Corylus avellana),di querce (Quercus petrea) e di robinie (Robinia pseudoacacia). Come arbusti predominano la rovella, il terebinto (Pistacia terebinthus), il corniolo (Cornus mas), il prugno spinoso e la rosa canina.Per quanto riguarda l'ambiente rupestre e' possibile notare la presenza dell'evonino, del paliuro (Paliurus spinachristi), dell'albero di Giuda ( Cercis siliquastrum), vegetazione che nel tempo ha dovuto adattarsi alle asperità della roccia. Si trova inoltre, vegetazione non autoctona come l'ulivo (Olea europea), il cipresso nero (Cupressus sempe rvirens), il fico, il bosso, l'oleandro (Nerium oleander). Queste specie importate si sono perfettamente ambientate. Si osservano alcuni esemplari di circa trecento anni perfettamente sani. Vaschetta per raccogliere l'acqua Prezioso e' anche il patrimonio floristico. Si annovera la presenza di specie endemiche come all'Eremo di S. Cassiano Saxifraga Berica oppure Guaphalim luteoalbum, Blackstonia perfogliata, Centaurium reythraea.E' possibile trovare anche la Peonia selvatica (Peonia Officinalis L.), Asplenium lepidum, le felci Capelvenere e Athamanta turbith. Un altro aspetto interessante e' dato dalla presenza di alcuni rapaci diurni che sono riusciti a nidificare fra le rocce dell'Eremo come il gheppio e il corvo imperiale. E' stato avvistato anche il falco pellegrino.

COME VISITARLO L'apertura al pubblico dell'Eremo di San Cassiano avviene la prima domenica del mese con visite guidate curate dall'associazione Speleo Proteo Vicenza (csproteo@gmail.com; tel 388 9945331 (tratto da https://sites.google.com/site/clubspeleologicoproteo/eremodisancassiano) Foto: Magicoveneto.it

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