Rosà, tagliate le gomme al van della Rai che si occupava del caso discariche

L’atto «di intimidazione» è avvenuto questa mattina nel comune della cintura bassanese da settimane al centro di una dura querelle ambientale

Una troupe della Rai sta preparando un servizio sul degrado ambientale attorno alle ex cave Poiana e Castellan ed ignoti tagliano le gomme al furgone della Tv di Stato mentre l’inviato e il suo cameraman stanno effettuando alcune riprese. È capitato questa mattina Rosà. Le vittime hanno denunciato tutto ai carabinieri, ma intanto in paese la tensione sale alle stelle dopo che la vicenda dell’inquinamento nella zona di via Prati era stata affrontata durante una affollatissima assemblea non più tardi dell’11 aprile. Vittima dell’episodio è stato il giornalista veronese Matteo Mohorovicich (in foto) che in quel momento era accompagnato dal cameraman Valerio Seren; i due sono in forza alla Rai del Veneto.

La cronaca

Più nel dettaglio mentre i due si erano allontanati dal van della Tv di Stato per alcune riprese a ridosso della ex cava Poiana, ignoti si sarebbero avvicinati al mezzo tagliando tutti e quattro i pneumatici. Sono stati immediatamente avvisati i carabinieri di Rosà dove i due hanno sporto denuncia. Poco dopo la struttura della Rai si è attivata per fornire alla troupe il supporto del caso. La notizia si è diffusa in paese con la velocità della luce anche perché di lì a poco Mohorovichich avrebbe dovuto intervistare l’avvocato Giorgio Destro e Marina Lecis.

Le dichiarazioni

I due sono rispettivamente l’avvocato e il consulente scientifico che affiancano il comitato locale Marina Lecis: «Sono basita perché certe scene, certi atti di intimidazione, me le immagino in Sicilia, in Calabria o in Campania. Quanto accaduto è di una gravità inaudita e confido nell’operato delle forze dell’ordine affinché sia fatta immediata chiarezza».

Lecis che è accorsa immediatamente sul luogo ha ribadito che la ex cava Poiana «negli anni è divenuta una vera e propria discarica a cielo aperto. E non mi sorprende che a fronte di questa denuncia resa pubblica da noi durante la serata di giovedì qualcuno si sia risentito tanto da perdere la testa». Tuttavia la dottoressa aggiunge un dettaglio «inquietante». Proprio in relazione all’incontro tenuto al quartiere Cremona Lecis racconta che terminato il dibattito è stata avvicinata dall’assessore all’ecologia Modesto Poggiana e dal presidente del consiglio comunale Giandomenico Bizzotto. «Quest’ultimo - spiega ancora la dottoressa - in una maniera secondo me preoccupante si è avvicinato alla sottoscritta raccomandandosi affinché non ci attivassimo a far chiudere anche il cantiere della Pedemontana veneta nel tratto rosatese, che passa non troppo di stante a nord delle ex cave Poiana e Castellana». Il riferimento alla Spv in qualche modo «è spiegabile» racconta ancora Lecis «proprio perché durante la serata al quartiere Cremona avevo raccontato del ritrovamento di amianto a ridosso dei cantieri Spv nel comune di Altivole nel Trevigiano».

La questione peraltro aveva suscitato scalpore sui media veneti. In quella circostanza, racconta ancora la dottoressa, il presidente del consiglio, ha insistito riguardo al tema rifiuti «puntualizzando che chiunque può aver portato quegli stessi rifiuti in quei luoghi», ma al contempo si è peritato di rimarcare «che quei luoghi sono stati bonificati. Sinceramente - soggiunge ancora Lecis - mi sembrano affermazioni un tantino contraddittorie, soprattutto alla luce dell’ira di dio che abbiamo scoperto grazie alle nostre analisi».

Non meno preoccupato è apparso l’avvocato Giorgio Destro che patrocina in sede legale le ragioni del comitato rosatese «Salvaguardia ambinete e salute Rosà», che da tempo si dice preoccupato per la situazione ambinetale in zona via Prati. Pure Destro stamani era sul luogo in cui è avvenuto l’episodio a danno della troupe della Rai. «Anzitutto - sottolinea quest’ultimo - siamo preoccupati per quanto accaduto. Esprimiamo solidarietà agli operatori dell’informazione cui è capitato qualcosa che non dovrebbe accadere. Allo stesso modo staremo vicini al comitato che da settimane denuncia l’anomalia della situazione». Poi un’altra precisazione. «Vorrei che fosse chiaro che a fronte delle nostre rimostranze in merito alla preoccupante situazione ambientale che abbiamo riscontrato a Rosà purtroppo debbo constatare il silenzio del sindaco Paolo Bordignon, cui avevamo indirizzato una diffida. Deco poi constatare che a fronte di un esposto presentato in procura ad oggi nulla è accaduto».

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