Internet e nuove leggi, Moretti: "Serve educazione digitale"

La parlamentare del Pd prima firmataria di un progetto di legge sulla tutela contro l'hatespeech in Rete è intervenuta al convegno su la rete e il problema dei controlli: "Internet deve essere per tutti"

La Moretti è intervenuta sulla questione internet

La parlamentare del Pd prima firmataria di un progetto di legge sulla tutela contro l'hatespeech in Rete è intervenuta al convegno su la rete e il problema dei controlli. "La promozione della libertà di espressione online non è inconciliabile con la tutela della dignità: il Web deve diventare un luogo di free speech, per tutti", così la deputata del Pd Alessandra Moretti intervenendo al convegno "Internet ha bisogno di nuove leggi?" in corso alla sala del Mappamondo alla Camera.

PRIVACY ONLINE: MORETTI PARTECIPA AL WORKSHOP

"Non è facile rispondere a questo quesito, per citare la studiosa dei social media  Danah Boyd ‘It's complicated’ - prosegue la parlamentare del Pd prima firmataria di un progetto di legge sulla tutela contro l'hatespeech in Rete - Internet è uno strumento di grande libertà e partecipazione. Sebbene sia e rimanga uno strumento, Internet è anche uno ‘spazio’ che in maniera sempre crescente integra e complementa la vita ‘reale’, ed è vitale per la qualità della democrazia che sia uno spazio garantito e sicuro per tutti".

"Con la giornata di oggi e con le osservazioni che emergeranno in questa sede si conclude il processo di drafting della proposta di legge cui stiamo lavorando e che sarebbe utile diventasse il punto di partenza per una riflessione più ampia che porti alla redazione di una vera e propria carta dei diritti e doveri per il web, sulla base del lavoro avanzato dal prof. Rodotà" - ha detto Moretti.

"Sono d'accordo con la maggior parte delle critiche dei blogger e degli esperti della rete: Internet non ha bisogno di nuove fattispecie di reati da perseguire, così come non ne ha bisogno la nostra giurisprudenza, già troppo ingolfata da norme spesso poco chiare e inutili - conclude la deputata dem - Il senso di questo provvedimento va infatti nella direzione di in una semplificazione delle tutele, pur non introducendo alcuna nuova figura di reato e sapendo che si può andare avanti solo se la parola d'ordine è una: educazione digitale. Per questo abbiamo inserito nel testo di legge un articolo che prevede un percorso formativo dedicato alle scuole che operi in un contesto europeo".

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