Indagano per truffa ad anziano, trovano eroina

L'indagine, che trae origine da un indebito prelievo di contante all'ufficio postale di Limena, si è conclusa con l'arresto di un moldavo e della sua compagna, residenti nel vicentino, ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Una coppia di conviventi, C.T., 23 anni, moldavo, ed E.P., 31enne vicentina, entrambi domiciliati a Grisignano di Zocco, è stata arrestata dai carabinieri della stazione di Limena, nella tarda mattinata di giovedì, al termine di una perquisizione delegata dall’autorità giudiziaria patavina, eseguita nella loro abitazione di Grisignano (Vicenza). Nel corso delle operazioni finalizzate alla ricerca di materiale costituente corpo di reato per un’indagine di indebito utilizzo di mezzi di pagamento, i militari hanno trovato, nascosti sotto un tavolo di marmo, sei sassi di eroina, per un peso complessivo di 103 grammi, con tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi  una volta tagliato lo stupefacente.

IL PRELIEVO INDEBITO A LIMENA Tutta l’attività era partita nel mese di dicembre 2016, quando un dipendente delle Poste si era presentato negli uffici della stazione dei carabinieri di Limena per comunicare che, qualche giorno prima, un giovane moldavo si era rivolto a quell’ufficio postale, in compagnia di una ragazza, richiedendo di prelevare 600 euro da un libretto di deposito intestato a un 75enne di Montegalda (Vicenza). A tal proposito aveva esibito un proprio documento e una delega firmata dal titolare. L’impiegata aveva pagato l’importo richiesto, ma il direttore, non convinto, aveva richiesto all’ufficio postale di Montegalda, dove era stato acceso il libretto, copia dello specimen della firma dell’anziano, scoprendo che differiva da quella presentata dal moldavo.

IL SECONDO TENTATIVO SFUMATO. A quel prelievo era seguito un secondo tentativo da parte di un italiano, tale R.M., 24enne di Montegalda, che si era presentato sempre accompagnato dalla stessa ragazza. In quella circostanza l’impiegata non aveva aderito alle richieste poiché il documento presentato dal giovane risultava smarrito alla banca dati. Le indagini promosse dai carabinieri di Limena hanno consentito di appurare come il titolare del libretto, che in quella circostanza si è accorto di averne subìto il furto, non aveva delegato alcun prelievo e che, mentre non conosceva il giovane italiano, conosceva molto bene il moldavo, figlio della sua precedente compagna.

LA PERQUISIZIONE. Le indagini hanno consentito di accertare almeno altri due prelievi di 600 euro, eseguiti illecitamente dai due soggetti in altrettanti uffici padovani e altri tentativi andati a vuoto. Alla luce di tutto questo, gli operanti, nel deferire in stato di libertà i responsabili, hanno richiesto alla Procura di Padova un decreto di perquisizione a loro carico, allo scopo di rinvenire il libretto asportato e quanto di interesse e utilizzabile ai fini probatori nel procedimento.

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LA DROGA E GLI ARRESTI. Tale attività è stata eseguita e conclusa nella mattinata di giovedì, non rinvenendo nulla di utile nell’abitazione di R.M., a Montegalda (Vicenza); trovando, però, i 103 grammi di eroina, il libretto postale rubato e altri documenti di riconoscimento intestati a diverse persone, in ordine ai quali saranno svolti gli opportuni accertamenti. Considerato il quantitativo e la natura dello stupefacente rinvenuto, il pubblico ministero di Vicenza, contattato per competenza territoriale, ha disposto per C.T. l'accompagnamento alla casa circondariale del capoluogo berico quello di E.P. alla casa di reclusione femminile di Verona. (da Padovaoggi)

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