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Tangenziale Sud, sul giornale chiede giustizia per il figlio morto

Il padre di Alex Di Stefano, il giovane morto per essere stato investito da un'auto in contromano in tangenziale Sud, ha comprato uno spazio su un quotidiano locale per chiedere giustizia

Redazione 1 agosto 2011

Ha comparto  uno spazio a pagamento sulle pagine di un giornale locale per accusare pubblicamente chi, in contromano in tangenziale, gli ha ucciso il figlio e causato la morte della moglie, suicidatasi per il dolore.

Ha cercato così uno sfogo disperato ed eclatante il padre di Alex Di Stefano , il 24enne di Torri di Quartesolo centrato da un'auto che percorreva la tangenziale in contromano, guidata da Mirco Vendramin (23), un elettricista di Carmignano di Brenta, indagato per omicidio colposo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza.

Nello spazio pubblicitario il genitore ha riporta l'immagine dell'incidente e accanto all'auto dell'investitore una freccia con l'annotazione "alcol e droga (ancora vivo)", in riferimento all'esito degli esami a cui Vendramin è stato sottoposto dopo lo schianto. Ma a dare tangibilmente il segno del dolore del padre di Alex è la freccia che lega l'auto dell'investitore a una seconda foto, quella di Carla Tessari, mamma di Alex, che per la disperazione si è tolta la vita, dopo aver appreso dell'accaduto.

"Chiediamo giustizia per Alex e Carla - scrive il padre a pié pagina, augurando buon compleanno alla moglie scomparsa - non vorremmo vergognarci di essere italiani". E aggiunge la sua personale condanna nei confronti di Vendramin: "irresponsabile al volante, responsabile per tutta la vita".

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