Polizia «tenera coi camionisti per volere dei gestori delle autostrade»

È la denuncia di un agente che rimarca: «sbagliato rimuovere il divieto per i mezzi pesanti tra Vicenza est e Vicenza Ovest»

Arino Est (foto Marco Milioni)

«Ci sono molte disposizioni del codice della strada che automobilisti e specie camionisti ignorano volontariamente. E spesso a noi agenti dalle alte sfere ci viene chiesto un occhio di riguardo nei confronti del trasporto pesante perché quest’ultimo è una voce importante del bilancio delle autostrade e sono proprio queste che contribuiscono non poco al servizio di pattugliamento sulle arterie a pagamento».

La lamentela arriva da Carlo Rossi, nome di fantasia di un agente della Polstrada veneta che chiede l’anonimato perché «il comando potrebbe prenderla molto male visto che l’argomento» come sanno molti colleghi «è un vero tabù».

Recentemente l’Autostrada Brescia Padova in via sperimentale ha rimosso il divieto di sorpasso tra i caselli di Vicenza Ovest e Vicenza Est «ma si tratta di un provvedimento che gli agenti della Polstrada, almeno quelli che il mestiere lo conoscono bene, non vedono di buon occhio. Anzi - spiega Rossi - il divieto di sorpasso ai mezzi pesanti dovrebbe essere imposto per legge su tutto il territorio nazionale senza eccezioni. Perché ogni volta che un camionista mette la freccia dietro di lui si forma inevitabilmente un grumo di traffico che non di rado è alla base di molti incidenti».

L’agente della stradale ai taccuini di Vicenzatoday.it spiega poi che, quantomeno in autostrada, i guidatori italiani sono tutto sommato preparati: ma rispetto ai cugini tedeschi, che viaggiano in autostrade senza limiti di velocità sulla quali «solo paradossalmente ci sono meno incidenti che in Italia scontano una minore disciplina, una minore capacità di concentrazione e una minore capacità di intravedere le situazioni di rischio potenziale». «Basti pensare - prosegue l’agente - a come venga così poco rispettato l’obbligo di occupare la corsia a destra più libera. È una norma di buon senso che intrinsecamente abbassa il rischio di collisioni, ma la non curanza e spesso la banale quanto crassa ignoranza delle regole la fanno da padrone».

Il poliziotto, che negli anni «ha macinato kilometri a non finire lungo Brescia Padova, lungo la Padova Venezia e lungo la Padova Bologna», parla anche di altri due comportamenti molto pericolosi. «L’utilizzo dei telefonini, specie per social network mentre si guida e l’utilizzo degli smartphone da parte in primis da parte dei camionisti. Ormai è una pratica abituale e la distrazione può avere conseguenze tremende, più della velocità».

Ancora. Da diversi anni gli agenti di pattuglia «notano un utilizzo scriteriato delle aree di sosta da parte dei camionisti. Che parcheggiano anche a ridosso degli ingressi o delle immissioni in corsia. Sono condotto rischiosissime ma il gestori chiudono un occhio perché sono consci del favore che lo Stato ha concesso loro non imponendo ai concessionari l’obbligo di realizzare aree attrezzate. Il che vale anche per le aree verdi per gli automobilisti. Che non dovrebbero essere obbligati a farsi spremere negli Autogrill».

Rossi poi parla degli autovelox. Croce e delizia degli automobilisti. «Non mi entusiasmano. Io faccio parte della vecchia guardia per cui le sanzioni sono davvero un deterrente se vengono contestate al momento. Un altro deterrente che all’estero funziona benissimo è l’auto civetta che segue il conducente di un mezzo pesante o di un’auto per un po’ di tempo filmando le contravvenzioni. Alla prima si potrebbe staccare una multa simbolica che funga da avvertimento bonario: pochi soldi e pochi punti a meno di non incorrere in infrazioni gravi. Alla seconda il conto, punti inclusi si pagherebbe con gli interessi. E sempre con la contestazione fatta dagli agenti. Per le infrazioni meno gravi per esempio si potrebbe pensare anche a mini multe. Una bella paternale fatta con gentilezza e fermezza da una pattuglia, può risultare utile. Ma qui è il legislatore che si deve dar da fare».

Ma come risolvere l’annoso problema della carenza del personale? «Per le autostrade il problema non si pone. Basta imporre per legge ai gestori di aumentare i fondi per assumere più agenti presso le sottosezioni a parità di pedaggio. Con i miliardi che hanno fatto in questi anni non ci sarebbero problemi. Ed una parte potrebbe poi andare anche a potenziare gli organici fuori dai circuiti autostradali. Dove mezzi e personale spesso sono insufficienti. Questo gli utenti della strada non lo sanno ma il personale di pattuglia nelle autostrade gode solitamente di un parco macchine più efficiente proprio perché c’è il concessionario che paga. Ma la sicurezza non la ottieni solo con le macchine veloci. Serve strumentazione adeguata per esempio per calcolare il peso dei camion. Che spesso viaggiano in sovraccarico: con rischi tremendi sui tempi di frenata. Se in una giornata di lavoro sia in autostrada ma soprattutto sulle strade ordinarie li pesassimo tutti un terzo sarebbe in multa. E le confederazioni dell’autotrasporto ci salterebbero addosso».

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