Rogo di Brendola, riapre la zona rossa

Mentre il comandante provinciale dei vigili del fuoco spiega che la situazione è definitivamente sotto controllo il sindaco annuncia la fine della zona off limits

Il comandante dei vigili del fuoco di Vicenza Luigi Viaferio

«Possiamo dire che la situazione è definitivamente sotto controllo anche se persistono alcuni minimi focolai che stiamo monitorando costantemente».

Sono queste le parole usate stamani 2 luglio 2019 dall’ingegnere Luigi Viaferio (in foto), comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Vicenza durante un briefing interforze organizzato stamani a pochi passi dalla Isello Vernici, la fabbrica di Brendola teatro ieri di un impressionante incendio che ha bloccato la circolazione stradale per ore, autostrada inclusa.

SQUADRE DA TUTTO IL VENETO A VICENZA

Il comandante parlando coi suoi collaboratori ha ringraziato i vigili del fuoco sia vicentini sia «quelli giunti dal resto delle province venete Belluno esclusa». Si tratta di una settantina di uomini complessivamente impegnati che assieme ai pompieri volontari del Vicentino ha prima evitato che si giungesse al peggio, ovvero che le fiamme si propagassero ad altri stabilimenti o aumentassero il fronte che invece «è rimasto circoscritto ai tremila metri quadri dello stabilimento». L’ingegnere poi ha ringraziato anche «carabinieri, polizia stradale, polizia municipale del comprensorio nonché la protezione civile di Brendola che hanno governato l’emergenza traffico garantendo la dovuta tranquillità ai vigili del fuoco costretti ad operare in una situazione decisamene complessa».

LE ANALISI ARIA E ACQUA
 

Frattanto si attendono i risultati ufficiali che Arpav della direzione provinciale berica dovrebbe rendere noti a breve sia per quanto concerne lo stato dell’aria che dell’acqua. Dai primi riscontri effettuali in loco e in laboratorio la situazione non sembra preoccupare i funzionari dal momento in cui le sostanze tossiche sicuramente prodotte durante il rogo anche grazie alle condizioni meteo si sarebbero diffuse su un areale molto vasto in maniera da limitare eventuali esposizione dannose.

Nonostante questo il sindaco di Brendola Bruno Beltrame d’accordo con la Regione Veneto ha deciso, per ragioni di precauzione, di vietare il consumo di verdure, frutta e ortaggi, nelle vicinanze dello stabilimento sito in via Orna. Al contempo durante tutta la mattinata in un raggio di circa cinquecento metri dal rogo è rimasta in vigore l’ordinanza con cui si chiedeva ai residenti di rimanere in casa o di lasciare le abitazioni e con la quale si intimava alle attività economiche presenti in loco di chiudere i battenti sempre in via precauzionale.

ORDINANZA ZONA ROSSA VERSO LA REVOCA

A mezzodì l’ordinanza sulla cosiddetta zona rossa verrà revocata «dal momento che tutte le autorità ci hanno comunicato che non esistono più le ragioni per l’emergenza» fa sapere Beltrame che da ieri è sul posto per partecipare al coordinamento delle operazioni. Rimangono frattanto le criticità sulla provinciale per Lonigo che è ancora chiusa per via delle operazioni dei vigili del fuoco e che sta influendo negativamente sulla viabilità ordinaria

In queste ore si sono attivati anche gli specialisti dell’Ulss. In primis si sono attivati quelli del servizio per la prevenzione sui luoghi di lavoro, ovvero lo Spisal. Si cerca tra le altre di capire se ci sia la necessità di procedere con una pulizia approfondita dei tetti di alcuni stabilimenti prospicienti la Isello in modo che i dipendenti non rischino di inalare sostanze pericolose. Sempre l’Ulss sta ragionando sulla eventualità di mettere a punto una campagna di campionamento di frutta e verdura per constatare la portata di eventuale ricadute di particolato nocivo.

IL SEQUESTRO DEL LUOGO

Sullo sfondo rimane poi la partita giudiziaria. Da quanto trapelato da Borgo Berga la procura della repubblica, come avviene quasi sempre in casi del genere, avrebbe disposto un sequestro del sito colpito dal rogo. L’ipotesi di reato non è ancora nota ma un fascicolo dovrebbe comunque essere stato aperto altrimenti il sequestro non sarebbe compatibile con il dettato della legge penale.

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