Il mistero del cantiere Cristallo: silenzio e finanziaria anonima

All’ex cinema parrocchiale, sul quale sorgeranno case e negozi, i lavori della Sbama sembrano fermi. La sede della società a ferragosto era stata colpita da un incendio. Frattanto emerge che dietro il lottizzante, la Tecni-cos, c’è una finanziaria anonima

Foto Marco Milioni

Era ferragosto quando deposito ed ufficio della Sbama costruzioni di Trissino furono interessati da un incendio probabilmente doloso . Da quel momento uno dei cantieri più importanti in capo alla ditta (in foto), ovvero quello dell’ex cinema Cristallo, è di fatto fermo. Anche se va precisato che il sito bersagliato dalle fiamme si trova nelle campagne del piccolo centro della valle dell’Agno mentre l’ex sala si trova in pieno centro. Tuttavia c’è un altro elemento da considerare. Se si naviga sul sito web dell’impresa, nel portfolio dei clienti non compare alcun riferimento alla realizzazione in corso in vi Roma. Per di più dalla fine dell’estate in paese le voci su quello strano stop, che ha riguardato una srl a gestione familiare assai apprezzata nella vallata, si sono moltiplicate.

LE DOMANDE

Ragioni di ordinaria amministrazione dovute al turn-over post agostano? Difficoltà economiche dell’azienda? Problemi con fornitori o clienti? Qualche difficoltà o qualche attrito col committente della lottizzazione Cristallo? Problemi legati all’episodio di ferragosto?

UN PASSO INDIETRO

Ad ogni buon conto alla base degli eventi che hanno portato alla iniziativa immobiliare di via Roma ci sono le difficoltà economiche in cui avrebbe versato la parrocchia. Difficoltà che avrebbero spinto il parroco don Lucio Mozzo a cedere l’ex cinema alla Tecni-cos di Milano in cambio di una contropartita economica grazie alla quale portare a compimento alcune opere edilizie improrogabili come il rifacimento del detto della parrocchiale di San Pietro.

Ci sono però alcuni dettagli che sfuggono perché non si è mai capito quanto esattamente i privati abbiano corrisposto alla parrocchia e se l’affare sia stato o meno un buon affare. La domanda in paese circola da mesi soprattutto in ragione del fatto che il cinema.che nel frattempo era caduto in disuso, dopo la Seconda guerra venne realizzato grazie al volontariato della comunità e che se non ci fosse stata una decisione dell’amministrazione comunale che nel frattempo aveva cambiato la destinazione d’uso del lotto l’affare non si sarebbe potuto concludere. Sul sito infatti è prevista la realizzazione di abitazioni ed edifici commerciali.

IL LOTTIZZANTE

Una menzione particolare poi la merita l’attuale lottizzante, la Tecni-cos. Se si visita il portale di questa srl di Milano si può notare che attualmente ci sono solo tre progetti nel portfolio: quello appunto di via Roma, angolo via Giovanni XIII, un secondo a Trissino nel sito di via dell’Industria noto come ex Matta (che è un sito a vocazione commerciale) e un terzo, a vocazione abitativa nel Milanese.

DEDALO SOCIETARIO

Ma chi sono i proprietari di Tecni-cos? La srl meneghina, almeno sul piano della dotazione finanziaria di partenza, è una piccola società giacché il capitale sociale è poco sopra i 60mila euro. Molto più ingarbugliata invece è la struttura societaria. Il presidente è Marko Gunter Triebe May. Si tratta di un imprenditore di cittadinanza venezuelana ma nato a Luinenburg in Germania nel 1954 ma domiciliato nel capoluogo lombardo. Nel consiglio di amministrazione gli si affiancano Enrico Colombo e Salvatore Bonura. Ci sono poi due procuratori speciali ovvero il leccese Marco Chilla e il milanese ma di natali opitergini Franco Barro.

Secondo gli archivi della Camera di commercio milanese la data di inizio di attività dell’impresa risale al 2003. Ma nonostante la dimensione aziendale è quella che è lo storico degli amministratori che si sono succeduti fino ad oggi è lunghissimo.

Ma l’altro aspetto che colpisce per una società di questa pezzatura è l’azionariato. Il socio di maggioranza con il 99,71% è la Atech investments: una finanziaria con sede in Lussemburgo della quale allo stato non è possibile conoscere i veri azionisti. Il rimanente 0,29% è invece in mano allo stesso presidente.

I documenti camerali rivelano che la Tecni-cos ha anche subito nel tempo alcuni cambi dell’azionariato, ma stranamente lo storico della Camera meneghina non include alcuna serie di passaggi e rimanda ad una pratica agli atti degli uffici («trasferimento ed altre operazioni su quote di srl») che porta il protocollo 68433/2015 del 24 marzo 2015. La data specifica dell’atto è del 5 maggio 2014; la data di iscrizione dell’atto presso uno studio notarile è precedente, ovvero del 7 aprile 2015, mentre il codice fiscale del notaio è mrsvlm49c53g273o.

IL SILENZIO DEI PROTAGONISTI

Ma come si spiegano queste evidenze? Come commenta la Sbama il brutto episodio che le è accaduto? Ci sono novità? Per quanto riguarda invece i rapporti tra Sbama e lottizzante che cosa dice la Tecni-cos? Ci sono frizioni di natura economica? E sulla operazione immobiliare nel suo complesso come la pensa don Lucio? Quest’ultimo sapeva che la società che si è accaparrata un bene che è nella memoria della comunità locale ha dietro una finanziaria lussemburghese anonima? E più in generale perché il cantiere è pressoché fermo? Quale è lo stato dei rapporti tra costruttore e committente? Ci saranno subentri? I diretti interessati pur contattati uno ad uno da chi scrive, almeno al momento, hanno preferito non rispondere.

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