Il fantasma di Luigi Da Porto, il "papà" di Romeo e Giulietta

Luigi Da Porto si ritirò a Montorso, intorno al 1530, a causa di una grave ferita di guerra. Lì scrisse "Historia nuovamente ritrovata di due nobili amanti", da cui William Shakespeare trasse in seguito ispirazione per la sua più famosa tragedia, Romeo e Giulietta. Si narra che il suo fantasma si aggiri ancora in paese

I castelli di Romeo e Giulietta e una stampa della novella di Di Porto

Oggi Verona è considerata in tutto il mondo la città dell'amore per essersi legata indissolubilmente a Romeo e Giulietta. In realtà la novella di Giulietta e Romeo, che tanto colpì Shakespeare da ispirargli una delle sue migliori tragedie, è stata scritta da Luigi Da Porto nella quiete della sua dimora di campagna a Montorso. Della casa padronale, nel centro del paese, abitata dallo scrittore ai primi del '500 non rimane in realtà quasi nulla: un antico porticato e un torrione. Al posto di quella dimora è sorta la bella villa palladiana "Da Porto Barbaran", opera del francese Cherrette, costruita a partire dal 1662.

La storia narra che Da Porto si ritirò nella sua Montorso dopo che una ferita di guerra lo ebbe sfigurato e reso molto cagionevole di salute. Quello che di questa tormentata e melanconica figura possiamo ritrovare a Montorso è il colle chiamato la Fratta. Allontanandosi dalla magione si gira a sinistra per imboccare via Villa; qui si trova la casa dei fattori dove Da Porto amava soggiornare e dove, secondo gli abitanti del paese ancora si aggira il suo inquieto fantasma (la leggenda ha acquisito notorietà internazionale dopo un documentario realizzato da una tv giapponese sul fantasma di Da Porto, evocato nel teleschermo da una medium!). Alla fine di questa strada sulla sinistra, inizia la salita al colle su cui Luigi era solito sostare e rimirare i due castelli di Montecchio Maggiore che oggi sono intitolati a Giulietta e Romeo.

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