Il caso dei gatti sezionati alla Ederle approda in Senato

Lo scorso 11 febbraio una trentina di studenti dell'Istituto “Alessandro Rossi” di Vicenza, in visita presso la “Scuola americana” sita all'interno della caserma Carlo Ederle di Vicenza, durante la lezione assistevano al sezionamento di alcuni gatti. Dopo le prime risposte dei carabinieri della Setaf, la Lav porta il caso in parlamento

L'esperimento su un gatto (foto Greenme)

Il caso dei gatti sezionati alla caserma Ederle approda in Senato grazie a un'un'interrogazione al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nonché al Ministro della difesa.

I FATTI Lo scorso 11 febbraio 2015 una trentina di studenti dell'Istituto Tecnico Industriale Statale “Alessandro Rossi” di Vicenza, in visita presso la “Scuola americana” sita all'interno della caserma Carlo Ederle di Vicenza, durante la lezione assistevano al sezionamento di alcuni gatti. Venuta a conoscenza dell’incredibile accaduto, a marzo 2015 la LAV Vicenza trasmetteva una richiesta di informazioni e chiarimenti alla scuola americana, trasmessa in copia ai Carabinieri del Gruppo Setaf, alla ASL competente, al Sindaco di Vicenza e all’Istituto Rossi; quindi inviava una richiesta di accesso agli atti. Stando a quanto ricostruito, le carcasse sarebbero arrivate dagli Stati Uniti d’America attraverso la società specializzata “Carolina biological supply company”.

Ad agosto 2015 la sede nazionale LAV trasmetteva una nuova richiesta di accesso agli atti, alla quale i Carabinieri del Gruppo Setaf rispondevano riferendo che il “corpo del reato” era stato smaltito e che dal 2011 non arrivavano carcasse di gatti dagli Stati Uniti. "Ma allora come mai nel febbraio 2015 si continuavano a sezionare gatti? Da dove arrivavano gli animali? La vicenda, inaccettabile anche dal punto di vista educativo, ha avuto risonanza nazionale, e le risposte finora ottenute sono insufficienti, nonostante l’ampia eco mediatica" riferisce la Lav in un comunicato.

IL CASO approda ora al Senato della Repubblica: alla fine dello scorso marzo 2016 le senatrici Silvana Amati, Monica Cirinnà, Manuela Granaiola e Daniela Valentini (Partito Democratico) hanno presentato un'interrogazione al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nonché al Ministro della difesa. In particolare, al Ministro dell’istruzione viene chiesto quale sia la posizione in merito a tali fatti, avvenuti in una scuola straniera con sede in Italia alla presenza di studenti italiani, e quali misure intenda adottare perché tali episodi, che coinvolgono studenti di istituzioni scolastiche italiane e urtano una sensibilità ormai diffusa e trasversale, non si ripetano. Parimenti, al Ministro della difesa viene chiesto di prendere posizione in ordine ai fatti accaduti.

Dichiara Piera Costa, responsabile della sede LAV di Vicenza: “nel 2008, con la nota prot. 2219/P4 "Sull'impiego di animali nelle scuole primarie e secondarie, divieto d'uso di animali e obbligo di utilizzo metodi alternativi", il Ministero dell'istruzione ha ribadito che l'impiego di animali va evitato quando esistano metodi alternativi. In linea con la corretta applicazione di tale normativa, il Ministero dell'istruzione ha sottoscritto un protocollo d'intesa con la LAV, allo scopo di “promuovere la diffusione e l'approfondimento dei temi dell'educazione al rispetto di tutti gli esseri viventi nelle scuole di ogni ordine e grado”. Dunque l’episodio avvenuto presso la caserma Ederle è altamente diseducativo, e si pone in contrasto con la stessa normativa italiana. E conclude: “Oramai si dispone di una grande varietà di supporti didattici alternativi utilizzabili per lo studio dell'anatomia, la fisiologia, la biochimica e discipline affini, riconosciuti come metodi scientificamente e pedagogicamente più validi dell'uso degli animali stessi, e tale pratica risulta assolutamente obsoleta e inaccettabile. Attendiamo nelle prossime settimane la risposta all’interrogazione parlamentare, e auspichiamo una ferma presa di posizione da parte dei Ministri competenti, affinché episodi di questo genere non abbiano a ripetersi”.

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