Friday for Future a Valdagno: «Nessuna manipolazione ma un percorso condiviso. Orgogliosi dei ragazzi»

La professoressa Afra Gecele, dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Marzotto Luzzatti di Valdagno risponde alla polemica sollevata da Marco Milioni

La manifestazione di venerdì 15 (foto Comune di Valdagno)

Ha provocato una polemica furibonda, sfociata anche sui social network, il corsivo di Marco Milioni, in cui si criticava la modalità di gestione della manifestazione "There is no planet B" nella Valle dell'Agno. 

Climate Change in farsa valdagnese

L’idea della manifestazione è nata all’Istituto Artusi di Recoaro da un gruppo di ragazzi, che hanno poi contattato i rappresentanti degli studenti degli altri Istituti Superiori della Vallata per organizzare un evento che potesse sensibilizzare i coetanei e i cittadini sulle problematiche ambientali. La proposta è giunta anche al Collegio Docenti del nostro Istituto. Avremmo potuto rispondere “NO” alla richiesta dei ragazzi di trasformare uno sciopero in una manifestazione in cui la scuola, condividendo le loro motivazioni, li affiancava e sosteneva, e sarebbe stato MOLTO più facile: nessuna difficoltà organizzativa e nessuna responsabilità.

Spiega la professoressa Afra Gecele, dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Marzotto Luzzatti di Valdagno, anche a nome degli altri docenti. 

Abbiamo invece valutato che questa richiesta fosse bellissima: i ragazzi ci chiedevano di essere con loro, riconoscendo la manifestazione come un logico corollario delle attività sull’ambiente e la sua salvaguardia (il progetto “Scuola Eco- attiva è inserito nel PTOF e rientra negli obiettivi del Piano di Miglioramento) che la scuola propone, in cui crede e in cui è evidentemente riuscita a coinvolgerli appieno. Siamo orgogliosi di come sono riusciti ad organizzare la manifestazione, del loro senso di responsabilità, della maturità che hanno dimostrato, anche nel difendere le loro scelte di fronte a critiche gratuite e di parte, oltre che destituite di fondamento.

prosegue Gecele, che conclude:

L’organizzazione dell’evento è stata gestita dagli studenti stessi, che hanno indicato tempi, modalità, interventi e “dresscode” concordando con la Dirigente i contenuti, anche nel dettaglio, della vituperata circolare. Va ricordato che trattandosi di una manifestazione in orario scolastico (e non, come l’articolo erroneamente riporta, di sciopero) l’istituto aveva l’obbligo di garantire la sorveglianza e la sicurezza dei partecipanti al corteo.

 Alla luce di quanto chiarito, il riferimento alle modalità e metodologie “fasciste” ci sembra completamente fuori luogo oltre che offensivo. Se il fatto, raro, di trovare scuola e studenti in sintonia su temi di importanza generale e nell’esprimere la loro voce dà fastidio a qualcuno, tanto peggio. Ripeto, siamo orgogliosi dei nostri ragazzi.

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