Bar devastato da famiglia di nomadi: sette denunce

Concluse le indagini sulla furiosa rissa scoppiata per futili motivi all'interno del locale. Ad avere la peggio madre e figlia, co-titolari del bar e il socio vicentino

foto di archivio

Un'incomprensione, forse dovuta al fatto che il latte destinato a un bambino non era caldo a sufficienza, oppure perché c'è stato un ritardo nel portare un ordine al tavolo. Fatto sta che un futile motivo è bastato a far accendere la miccia che ha portato in ospedale i tre titolari del bar Holyday a San Lazzaro e alla distruzione del locale a opera di una conosciutissima famiglia di nomadi residente nel campo di viale Diaz. L'episodio è avvenuto lo scorso maggio e in questi giorni la polizia ha concluso le indagini che ha portato alla denuncia in stato di libertà di sette persone (tutti parenti) per reati che vanno dalle lesioni personali ai danneggimenti in concorso. 

Non si sa esattamente cosa abbia fato scattare l'ira della famiglia di nomadi presente nel bar. A un certo punto nel locale sono iniziate a volare parole grosse e poi sono anche pugni e calci. La polizia, arrivata quando ormai era tutto finito, ha trovato il locale sfasciato e una ragazza ucraina del '97, co-titolare del bar assieme alla madre dell'81 e al socio vicentino del '79, con una falange della mano destra rotta. La ragazza ha fatto ricorso alle cure mediche in ospedale, come gli altri due, per le botte ricevute. 

Attraverso le testimonianze e i filmati delle telecamere le forze dell'ordine gli agenti sono arrivati a identificare P.R.A.D, messicana dell'85, S.D. del '90 - entrambi denunciati per lesioni - e D.D. del '63, D.D, del '98, S.D., del'93, A.D. del '97 e R.F. del '90 - indagati per danneggiamento - tutti della stessa famiglia residente in via Diaz. 

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