Eva Valerio, per il Marocco si tratterebbe di «morte naturale»

Un giornale online marocchino rivela alcuni dettagli sulla tragica scomparsa della 30enne vicentina e cita fonti della procura locale per la quale, sul corpo della giovane, non ci sarebbero segni di violenza

Il ritrovamento del corpo sulla spiaggia, da una foto del giornale indipendente

Eva Valerio, la 30enne vicentina il cui corpo senza vita è stato trovato su una spiaggia a 20 km a nord di Dakhla sarebbe morta per cause naturali, probabilmente per annegamento. A riferirlo il quotidiano online magrebino Rue20.com che cita fonti vicine alla Procura locale: «Dopo ampie indagini condotte dalle autorità di sicurezza competenti, queste hanno infine spiegato che la morte è stata naturale e che la ragazza non è stata uccisa».

Il quotidiano riferisce di "aver messo a punto dettagli sulla questione che ha occupato l'opinione pubblica a Dakhla nelle ultime 48 ore". Secondo la ricostruzione Eva avrebbe vagato da sola di notte dopo una lite scoppiata tra lei e il suo compagno di viaggio marocchino (un ragazzo del nord del regno) con il quale era andata in ferie a bordo di un camper nella zona turistica della penisola  di Dakhla. Il corpo della trentenne sarebbe stato trovato da alcuni marinai che si trovavano vicino alla spiaggia "Pothah" e hanno immediatamente informato le autorità competenti che sono arrivate sul luogoL'esame preliminare avrebbe rivelato che non ci sarebbero tracce di violenza sulla cittadina italiana simili a nessun tipo di aggressione fisica. Non sarebbero presenti ferite o botte sul suo corpo, a parte una leggera lesione a livello degli occhi, probabilmente dovuta agli uccelli presenti sulla spiaggia. 

Secondo le informazioni del giornale la vicentina era stata vista nella zona di un villaggio di pescatori sabato sera, dopo aver lasciato tutti i suoi effetti nel camper dove dormiva. La gendarmeria reale marocchina sta conducendo altre indagini approfondite per scoprire la causa della morte della giovane e capire cosa possa essere successo. Il corpo della vittima è stato portato alla morgue dell'ospedale Hassan II di Dakhla.

Da fonti vicine alla famiglia della vittima si apprende che il padre di Eva è in attesa del passaporto dalla Farnesina per raggiungere, assieme alla madre della ragazza, la figlia in Marocco. Farnesina che, nella serata di lunedì, non aveva ancora rilasciato una comunicazione ufficiale in quanto in attesa del risultato dell'autopsia, che verrà effettuata nei prossimi giorni.   

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Eva Valerio era molto conosciuta a Vicenza. Per molti anni aveva lavorato come barista al "Sartea", locale storico della città ora trasformato in pizzeria. Sempre da fonti vicine alla famiglia si apprende che la ragazza sarebbe dovuta ritornare in Italia sabato 11 gennaio, dopo il periodo di vacanza in Marocco. Nei suoi programmi ci sarebbe stata l'intenzione di lasciare l'appartamento di Vicenza, dove viveva, per trasferirsi a Montecchio Precalcino, dove vive il genitore. Prima di partire per quella tragica vacanza, aveva frequentato il Magreb già da diversi mesi e aveva fatto una stagione lavorativa in un chalet sulle alpi francesi. 

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