Eroina e cocaina dal Perù via posta: nove arresti

Per cinque di loro è scattato l'arresto con custodia cautelare in carcere, due sono stati messi agli arresti domiciliari mentre gli altri due hanno avuto ordinanze non custodiali, ovvero un divieto di dimora nella provincia di Parma e l'obbligo di firma. Gli arresti sono stati eseguiti a Parma e provincia, a Milano, a Vicenza e a Riccione

Foto da Parmatoday

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma, hanno sgominato, al termine di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, una banda italo-colombiana che gestiva un grosso traffico di cocaina e di eroina dal Sudamerica. I militari infatti hanno eseguito il provvedimento emesso dal Gip di Parma. Nove le persone coinvolte: per cinque di loro è scattato l'arresto con custodia cautelare in carcere, due sono stati messi agli arresti domiciliari mentre gli altri due hanno avuto ordinanze non custodiali, ovvero un divieto di dimora nella provincia di Parma e l'obbligo di firma. Gli arresti sono stati eseguiti a Parma e provincia, a Milano, a Vicenza e a Riccione.  Lo riferisce Parmatoday.

Le indagini sono iniziate nel gennaio del 2018 quando i militari di Parma hanno ricevuto la segnalazione di un plico contenente 206 grammi di cocaina sequestrato presso l’aeroporto di Lima in Perù. Lo stupefacente era stato nascosto all’interno di un pacco contenente coperte di lana pregiata e bottoni diretto a P.C.G. rumeno disoccupato residente a Salsomaggiore Terme, con diversi precedenti penali alle spalle per spaccio. Il mittente peruviano indicava anche il numero di cellulare del destinatario che appartiene a O.l. un italiano originario di Napoli ma domiciliato a Parma, anche lui con diversi precedenti per spaccio di droga. Le indagini dei carabinieri hanno portato ad accertare che i due, insieme a A.A.J.C., detto Carlos, un colombiano residente a Parma, avevano tentato di approvigionarsi di cocaina direttamente dalle zone di produzione, in questo caso il Perù. La droga quindi arrivava dal Sudamerica per essere spacciata. 

In particolare il colombiano, in concorso con un connazionale residente a Milano, curava l’approvvigionamento della cocaina diventando il fornitore di riferimento di un gruppo di italiani dediti allo spaccio a Parma, costituito da O.L., A. N. e R. G, tutti senza precedenti alle spalle. Nel corso di una conversazione due dei pusher dicevano che era necessario tagliare la cocaina in modo da raddoppiare lo stupefacente, fornendone ai clienti solo metà di buona qualità. Per saldare un debito maturato nei confronti di un colombiano per una partita di droga uno dei grossisti gli aveva consegnato una bicicletta del valore di 6 mila euro, sottratta da un carico che, come corriere della ditta di spedizioni, avrebbe dovuto consegnare ad una azienda.

Le indagini e i pedinamenti hanno permesso di  individuare altri due persone responsabili dello spaccio della droga a Parma, soprattutto eroina e cocaina: M.A., tunisino, già arrestato dai carabinieri il 26 febbraio 2018 del Nucleo Investigativo poiché, nel corso di un controllo in stazione era stato trovato in possesso di 55 grammi di eroina ed 8 grammi di hashish. Il giorno successivo era stato sottoposto dal Tribunale alla misura degli arresti domiciliari, sostituita, il 19 giugno, con quella del divieto di dimora nel comune di Parma. Il pusher però aveva continuato a svolgere imperterrito l’attività di spaccio durante il periodo in cui era sottoposto ad entrambe le misure cautelari: per questo motivo gli è stato contestato anche il reato di evasione. L’altro indagato, G. V., sarebbe stato in contatto costante con A. A. J. C., suo fornitore abituale di cocaina, utilizzata poi per lo spaccio al minuto.

Le indagini hanno portato a verificare che in un periodo ricompreso tra luglio 2017 ed agosto 2018, ci siano state complessivamente oltre un migliaio di cessioni, in prevalenza di eroina, ma anche in numero significativo di cocaina e di hashish.


 

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