Capsule di papavero da oppio nascoste nell'armadio: arrestati due "insospettabili"

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di sequestrare tre chili di sostanza psicotropa rinvenuta addosso e nell'abitazione di due indiani residenti in provincia

Alle prime luci dell’alba, di mercoledì, i carabinieri della tenenza di Montecchio Maggiore hanno seguito e bloccato un cittadino indiano, residente nella città castellana, ed impiegato in una conceria di Arzignano, sospettato di trafficare, da tempo, sostanze stupefacenti. 

L’extracomunitario era diventato punto di riferimento all’interno della comunità indiana, per l’approvvigionamento della particolare nella sostanza psicotropa, ovvero le capsule di Papaver Somniferum, meglio noto come papavero da oppio.

L’uomo era solito viaggiare in sella ad una bicicletta, e al momento del fermo aveva con sè due zaini, uno con il pranzo ed alcune capsule di papavero, per il proprio uso personale, mentre nel secondo zaino, custodiva una busta sigillata nera dal peso di oltre 100 grammi, della stessa sostanza stupefacente, destinata alla vendita.

La successiva perquisizione nella sua residenza ha permesso di sequestrare altri 4 sacchetti da 100 grammi ciascuno, contenenti papaveri da oppio e confezioni già aperte. In totale venivano sequestrati circa 800 grammi di capsule di papavero, tra i vari appunti, foto e rubriche dell’indiano i militari riuscivano ad individuare il nominativo del possibile fornitore, della stessa nazionalità, ma residente ad Arzignano.

Gli uomini della tenenza, individuata l’abitazione del secondo soggetto nella città del  grifo, procedevano alla perquisizione domiciliare e, all’interno di un armadio della camera da letto, rinvenivano altre 17 confezioni ancora sigillate da 100 grammi l’una ed alcune già aperte, per un totale di oltre 2 chilogrammi della stessa sostanza stupefacente.

Sono dunque scattate le manette ai polsi di Prabhjot Singh, indiano trentaduenne, domiciliato in Montecchio Maggiore, coniugato, operaio, regolare sul territorio nazionale e Dalbir Singh, indiano quarantatreenne, residente ad Arzignano, coniugato, operaio, regolare sul territorio nazionale. 

Entrambi sono stati posti agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, che si è tenuta nella tenenza dei carabinieri di Montecchio nel pomeriggio di venerdì, in videocollegamento col Tribunale di Vicenza. 

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