Dopo 30 anni, cromo e piombo nel verde di Cartigliano: aperta un'inchiesta

A rivelarlo sono i componenti del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle del paese

Immagine di archivio

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vicenza ritiene necessario e opportuno procedere con i dovuti approfondimenti per comprendere l'esatta estensione della contaminazione di un'area di Cartigliano compresa fra il campo da calcio, il Brenta e il percorso vita che si snoda nelle vicinanze. A rivelarlo sono i componenti del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Cartigliano.

La vicenda nasce a seguito di un esposto del luglio 2014, con il quale - per il tramite di alcuni portavoce nazionali - veniva denunciata alla Procura di Vicenza la presenza di strani fenomeni di colorazione bluastra del terreno nell'area adiacente al campo da calcio di Cartigliano sulle sponde del fiume Brenta, nonché accanto al percorso vita dell'area verde del Brenta.

Il reato di scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose senza autorizzazione, in quanto consumatosi negli anni Ottanta, è prescritto. Ma la magistratura vuole approfondire la situazione per fare chiarezza sulla contaminazione e sugli eventuali rischi per la salute pubblica. Lo stesso Gruppo M5S, dopo aver provveduto a prelevare un campione del suolo, consegnato ad un laboratorio analisi, scopriva che in tale area erano presenti agenti altamente inquinanti.

Il dato confermato da Arpav nell'ottobre 2014 è allarmante e mette in luce come, a distanza di 30 anni dalla fine dell'attività conciaria in zona, il suolo ed i rifiuti analizzati in superficie evidenzino la presenza di agenti altamente inquinanti quali cromo esavalente, cromo totale e piombo, in concentrazioni superiori ai limiti di legge.

"Vogliamo capire se vi siano state omissioni da parte delle aziende coinvolte ed anche da parte delle pubbliche amministrazioni, e pretendiamo che sia fatta chiarezza sull'eventuale mancanza di seri controlli ed altrettanti definitivi provvedimenti tesi ad eliminare alla fonte lo scarico ed il deposito illegittimo di rifiuti". Così in una nota i Consiglieri Comunali del M5S, Loris Zanetti e Monica Greggio. "Apprezziamo dunque l'operato della magistratura volto anche ad individuare eventuali comportamenti illeciti delle Pubbliche Autorità preposte, ed, auspichiamo una rapida bonifica del sito in parola augurandoci che l'intero Consiglio Comunale si attivi interpellando la Regione al fine di trovare i fondi necessari per la stessa", concludono.

Sulla vicenda anche la senatrice vicentina del Movimento 5 Stelle Barbara Guidolin interviene così: "Bisogna tenere i riflettori ben accesi – spiega - di conseguenza non posso che apprezzare l'operato della magistratura che intende anche valutare se i controlli sono stati appropriati. Inoltre chiedo che venga approfondita l'adeguatezza dei provvedimenti adottati dalle autorità preposte, ciascuna in ragione delle rispettive competenze, al fine di impedire l'ulteriore contaminazione di acque e sottosuolo per tutelare il diritto alla salute dei cittadini”.

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