Borgo Berga, i giudici si riservano di decidere sul sequestro

Una lunga udienza a porte chiuse del tribunale del Riesame dopo il braccio di ferro tra il procuratore e il giudice sui sigilli al complesso

Una schiera di avvocati, un faldone di incartamenti martedì hanno occupato a porte chiuse per quasi tre ore l'aula del tribunale del Riesame chiamato a decidere sulla sorte di Borgo Berga. Il collegio composto da tre giudici non ha ancora emesso nessuna sentenza, ma ha dichiarato che si riserverà di decidere in merito, ossia entro trenta giorni, ma si parla del deposito entro il prossimo tre maggio.

L'udienza del Riesame sull'istanza di sequestro dell'intero complesso, avanzata dalla procura, doveva essere discussa lo scorso 21 marzo quando degli attivisti hanno occupato il cantiere dell'area. In seguito a quell'episodio è stata rimandata. La decisione finale doveva arrivare proprio questo martedì, in un palazzo di giustizia presidiato dalla forze dell'ordine.

A febbraio il procuratore Cappelleri aveva chiesto di mettere i sigilli su tutta l'area, ma il giudice Gerace aveva negato il sequestro. È seguito un braccio di ferro con motivazioni da una parte e dall'altra. Il procuratore ha motivato le ragioni della sua richiesta dal fatto che il complesso è sorto in aperta violazioni della legge e quindi deve essere requisito anche perché - si legge nella nota della pubblica accusa - il reato è ancora in atto perché alcuni cantieri sono ancora attivi.

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Per il giudice, invece, i sigilli metterebbero il privato costruttore - Sviluppo Cotorossi - a dover subire una condizione vessatoria e a trovarsi probabilmente quale soggetto terzo estraneo alla commissione del reato. All'udienza erano infine presenti gli avvocati difensivi dei 21 indagati per presunti abusi edilizi sul complesso. Adesso resta solo da attendere che il Collegio sciolga le riserve.

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