Basilica Palladiana,la targa del premio dell'Unione Europea Concorso Europa Nostra 2014

La targa ricorderà l'ambìto riconoscimento sulla scalinata della Basilica, dove è stata scoperta alla presenza di una delegazione di Europa Nostra guidata dal presidente esecutivo Denis de Kergorlay e dal segretario generale Sneška Quaedvlieg-Mihailović

Un momento della cerimonia (foto Comune di Vicenza)

La Basilica Palladiana vestita per l'occasione con le bandiere dell'Unione Europea ha ricevuto questo pomeriggio la targa in bronzo che ricorderà lungo lo scalone d'onore il prestigioso premio per il patrimonio culturale Concorso Europa Nostra 2014 ottenuto “per l'importanza e la qualità del restauro che ha interessato lo storico edificio palladiano”.

Il 5 maggio il sindaco Achille Variati si era recato a Vienna per ritirare la targa in bronzo del premio direttamente dalle mani di Androulla Vassiliou, commissaria europea per l'educazione, la cultura, il multilinguismo e i giovani, e di Placido Domingo, presidente di Europa Nostra. In quell'occasione, peraltro, la Basilica Palladiana è entrata nella terna dei progetti del concorso più votati in internet dai cittadini europei. Da oggi quella targa ricorderà l'ambìto riconoscimento sulla scalinata della Basilica, dove è stata scoperta alla presenza di una delegazione di Europa Nostra guidata dal presidente esecutivo Denis de Kergorlay e dal segretario generale Sneška Quaedvlieg-Mihailović. La cerimonia ha avuto un prologo a Palazzo Trissino, dove il sindaco ha ricevuto la delegazione di Europa Nostra per la tradizionale firma dell'albo d'onore della città e ha ricevuto i complimenti del presidente esecutivo Denis de Kergorlay per l'impegno e l'amore che i vicentini dimostrano nella cura della loro bellissima città.



Durante la cerimonia avvenuta in Basilica sono intervenuti il sindaco Achille Variati, il presidente esecutivo di Europa Nostra Denis de Kergorlay, l'europarlamentare vicentina Alessandra Moretti, che ha portato i saluti della presidente della commissione cultura del parlamento europeo Silvia Costa, e la soprintendente per i beni architettonici e paesaggisti Gianna Gaudini che ha ricordato le fasi salienti del restauro. Tra le numerose autorità presenti c'era anche il presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin, che è membro del Comitato di Presidenza di Europa Nostra e che ha proposto all'amministrazione comunale di candidare la Basilica al premio europeo, memore della visibilità internazionale ottenuta da Palazzo Thiene, sede storica della banca, in seguito al conseguimento di questo stesso riconoscimento nel 1999. Nel corso del suo intervento, il sindaco ha ricordato il grande successo che dopo il restauro continua ad avere tra i cittadini e i turisti il prezioso monumento: “Dalla riapertura – ha detto Variati - sono stati circa 600.000 i visitatori entrati in Basilica, attratti da mostre più o meno grandi e da eventi di vario tipo. Ma anche da una politica di valorizzazione del monumento che ci ha portati, durante tutto il periodo estivo, a garantire un’eccezionale apertura anche notturna e a costruire un meccanismo che ha reso la gestione della Basilica non solo finanziariamente autonoma, ma in grado di generare risorse da reinvestire in cultura. Il pubblico, vicentino e proveniente da fuori città, ha risposto con entusiasmo, senza lasciarsi scoraggiare dall’istituzione di un biglietto di ingresso necessario per garantire la sostenibilità dell’apertura prolungata”.

Nel condividere idealmente il premio Europa Nostra con il suo predecessore Enrico Hüllweck che ha avviato l’intervento, la Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona che l’ha finanziato, e il presidente Gianni Zonin per aver proposto la candidatura, Variati ha dichiarato: “Conservare in perfette condizioni i nostri beni artistici è un preciso dovere nei confronti delle generazioni che verranno. Valorizzare la bellezza deve essere il nostro orizzonte di riferimento, perché la bellezza salverà il mondo generando emozioni, passioni e sentimenti in grado di formare le persone”. Per accedere al concorso, lo scorso anno il Comune aveva inoltrato all'associazione Europa Nostra un corposo dossier sulla storia e sul restauro della Basilica Palladiana, interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, con la richiesta di partecipare alla rigorosa selezione per la categoria “conservazione”. Una commissione di esperti indipendenti ha successivamente esaminato 200 progetti provenienti da 30 diversi Paesi e inserito il monumento palladiano nella rosa dei 27 vincitori dei quattro ambiti previsti dal premio: oltre alla categoria “conservazione”, per la quale sono stati selezionati 13 vincitori, sono previste le sezioni “ricerca”, “contributi esemplari” e “istruzione, formazione e sensibilizzazione”.

Questa la motivazione del premio alla Basilica Palladiana: “La Basilica di Vicenza è una delle opere urbane più importanti di Andrea Palladio (1508-1580), architetto italiano di straordinaria influenza. Non è solo un monumento emblematico, ma viene anche utilizzato per eventi pubblici ed è molto visitato dai turisti e per questo è messo a dura prova. Gli obiettivi del progetto erano i seguenti: ripulire, rinforzare e proteggere le decorazioni interne ed esterne; installare una nuova rete di impiantistica all’interno dei passaggi esistenti e dei solai. Ma l'intervento più importante è stato correggere i danni causati 60 anni fa dall'utilizzo del cemento armato per riparare il tetto distrutto dalla caduta di una bomba. Inoltre, vari edifici circostanti sono stati trasformati e ora ospitano alcune funzioni di servizio alla Basilica, come ad esempio uffici, centri di controllo degli impianti e servizi logistici. Oggi la Basilica è tornata ad occupare il ruolo di prim’ordine che rivestiva in passato come l’edificio storico più importante di Vicenza. È con piacere che la Giuria ha riconosciuto l'importante lavoro di restauro, svolto in modo professionale e accurato, di un famoso edificio in contrasto con l’infelice tentativo di restauro che aveva provocato gravi danni alla struttura nel passato. A metà del XX secolo, quando ancora le caratteristiche dei numerosi nuovi materiali erano pressoché ignote, il principale edificio pubblico del Palladio, nonché un monumento di primaria importanza, è stato oggetto di un uso inappropriato del cemento per la messa in sicurezza del tetto. Tale errore, unito all'inquinamento atmosferico che aveva intaccato il rivestimento in pietra della facciata, ha richiesto un intervento conservativo importante e di qualità”.

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