Autistico malmenato a scuola, il padre: "Ascoltando le registrazioni ho pianto"

Questa mattina, in diretta su Radio 24, durante la trasmissione Melog di Gianluca Nicoletti, il padre del 14enne di Vicenza vittima di sevizie si è sfogato. I genitori dell'Angsa: "E' solo la punta di un iceberg"

"Ho ascoltato parte delle registrazioni effettuate dai carabinieri, e non ci volevo credere: ho pianto". Sono le parole dette in diretta questa mattina dal padre del ragazzo 14 enne autistico, maltrattato da insegnanti ora in carecere, a Melog su Radio 24. Il genitore era in collgamento da Barbarano con il giornalista Gianluca Nicoletti, a sua volta padre di un ragazzo con lo stesso tipo di disabilità.

Sull'evidenza delle prove raccolte dai carabinieri in quell'aula di scuola media, anche sulla testimonianza di colleghi che hanno visionato i video, non c'è dubbio: l'unica parola che esce dalla bocca delle persone che hanno avuto accesso agli atti è "raccapricciante".

A.N.G.S.A Così si esprime l'associazione nazionale genitori dei soggetti autistici del Veneto: "A pochi giorni dalle celebrazioni in tutto il mondo del 2 aprile, giornata dedicata alla consapevolezza dell’autismo, si è verificato uno di quei fatti che noi genitori di persone con autismo e non,  temiamo di più e cioè che nostro figlio sia vittima di qualche sopruso, ma che non riesca a difendersi, a comunicarcelo, ponendo così fine al suo tormento.

Esprimiamo il nostro personale sostegno e vicinanza morale ed affettiva alla famiglia coinvolta, anche da parte delle famiglie di Autismo Triveneto e di Angsa Veneto che rappresentiamo, complimentandoci altresì per non aver taciuto, per aver avuto il coraggio di denunciare alle Forze dell’Ordine i loro sospetti. Sospetti che non sono stati sottovalutati, o considerati esagerazioni di genitori troppo apprensivi, come a volte ci sentiamo definire, ma considerati, valutati ed accolti, intervenendo poi con efficacia a tutela del più debole. Mi complimento e ringrazio anche loro: sono queste le Istituzioni che vogliamo accanto noi cittadini.

Non vogliamo invece dirigenti, responsabili di servizi, che si nascondono dietro comportamenti omertosi, dietro quei ‘non sapevo’ che dimostrano quanta poca partecipazione mettano nel loro lavoro. È intollerabile che per giustificarsi, si tiri in ballo in questa squallida vicenda, il ragazzo che non esprimeva disagio,  che NON COMUNICAVA i maltrattamenti cui era oggetto: se è autistico, è logico che sia così, visto che la comunicazione ed interazione sociale sono le aree maggiormente compromesse dall’autismo; questo rende ancora più infamante il comportamento di quelle due persone, che non chiameremo ‘insegnante’ od ‘operatrice socio sanitaria’ per rispetto ai tantissimi professionisti che popolano le nostre scuole, che a dispetto di mille difficoltà portano avanti con dignità ed abnegazione la loro ‘missione’: quella di affiancare il percorso di vita di una persona nata con un handicap gravissimo, com’è la sindrome autistica".


 

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