Cinque colpi di pistola contro la casa di Ario Gervasutti

L'ex direttore de Il Giornale di Vicenza, ora giornalista al Gazzettino, è stato vittima di attentato nella notte tra domenica e lunedì

Cinque colpi di pistola sono stati sparati nella notte tra domanica e lunedì a Padova, in zona Chiesanuova: il bersaglio era la casa di Ario Gervasutti, giornalista de Il Gazzettino ed ex direttore de Il Giornale di Vicenza, Ario Gervasutti. In casa c'era anche la famiglia del collega. Immediato l'intervento dei carabinieri che ha avviato le indagini ed effettuato i rilievi sulla scena del crimine. 

La solidarietà di Zaia

La testimonianza

Secondo alcune testimonianze, verso le 2, contro l'abitazione di Gervasutti sarebbero stati sparati almeno 5 colpi di pistola. L'uomo di 55 anni, che vive in zona Chiesanuova con la moglie e i figli, ha prima messo tutti in sicurezza, poi ha chiamato i carabinieri che sono giunti sul posto. "Ero a letto, ho sentito 5 colpi forti e improvvisi, mi sono svegliata ma non c'era più niente", dichiara una vicina di casa la mattina dopo, mentre nel cortile sono al lavoro gli investigatori e gli uomini del reparto investigazioni scientifiche per far luce sull'oscura vicenda.

La denuncia del mondo giornalistico: "Attacco vile e inquietante"

Nella mattinata di lunedì è arrivata anche la vicinanza di Fnsi - Federazione nazionale stampa italiana, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto, diramata attraverso una nota. "Esprimiamo piena solidarietà al collega Ario Gervasutti, che nella notte ha subito un attentato vile e inquietante, dalla gravità inaudita. Quei cinque colpi di pistola - si legge nel comunicato - rappresentano un attacco inaccettabile non solo a un giornalista che ha sempre dimostrato di avere la schiena dritta, ma anche a tutta la categoria che da tempo è nel mirino di chi vuole impedire la libertà di informazione. Fnsi, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto, oltre al consiglio di redazione del Gazzettino, si stringono attorno al collega e alla sua famiglia e confidano nel lavoro delle forze dell’ordine per individuare al più presto possibile i responsabili".

La stanza dei figli crivellata

Attorno alle 12 Ario Gervasutti si è presentato al comando provinciale dei carabinieri per raccontare la terribile e drammatica vicenda che la scorsa notte ha colpito la sua famiglia. Era l'1.45 in punto quando il giornalista ha distintamente sentito i 5 colpi che lo hanno fatto saltare giù dal letto: "Mi sono avegliato subito perchè le finestre erano aperte e ho sentito benissimo il rumore degli spari", racconta. Una scena agghiacciante quella che si è trovato davanti nella camera del figlio minore: tre i proiettili entrati dalla finestra, finiti sul soffitto, nel muro e nell'armadio. Altri 2, si scorpirà più tardi, si sono conficcati nella parete esterna.

Il mistero del movente

La famiglia è scossa, ma Gervasutti confida nella maturità dei propri figli, che nonostante la grande paura hanno reagito bene, Resta invece lo sconcerto per un gesto davvero inspiegabile, senza traccia de mandante o della motivazione. "Sono basito, non si capisce il motivo - aggiunge la vittima -, continuo a pensare e sperare si tratti di un equivoco o uno scambio di persona. É palesemente un'intimidazione ma è anche un gesto inutile, soprattutto se non sappiamo neanche quale ne sia il motivo".

Al setaccio vita privata e professionale

Indagini a tutto tondo da parte dei carabinieri, che non escludono nessuna pista e indagano sia nell'ambito privato che in quello professionale. "Sul piano privato non ho alcun problema - aggiunge Gervasutti -, allora penso alla mia professione, ma anche qui non trovo risposte. Nei 7 anni alla guida de Il Giornale di Vicenza non ho mai ricevuto alcuna rimostranza, negli ultimi 2 al Gazzettino lavoro dietro le quinte e scrivo solo di politica o di economia. Delitti del genere fanno pensare a intimidazioni di stampo mafioso o legate alla criminalità organizzata, ma nulla ho a che fare professionalmente con questi ambiti". É comunqe fiducioso nei carabinieri, anche se le prossime notti in casa Gervasutti non saranno certo vissute a cuor leggero.

Da Padovaoggi

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