Assemblea Popolare di Vicenza: sì alla Spa con l'81,95% dei voti

E' iniziata alle 9 la storica assemblea della Banca Popolare di Vicenza, con quasi 6mila soci presenti, dei quali la metà per delega. Code e traffico in tilt, sono attesi in 9mila

L'assemblea della BPvi foto G.T.)

E' iniziata male la storica assemblea della Banca Popolare di Vicenza, a Gambellara: un addetto alla sicurezza è stato stroncato da un malore, poco dopo le 6. Poi è iniziato l'afflusso dei previsti 9mila soci, molti dei quali con delega di altri. Tra code e disagi al traffico, alle 9 erano presenti in quasi 3mila, con le deleghe 6mila. 

Ad aprire i lavori è stato il presidente Stefano Dolcetta, con accanto il ceo Francesco Iorio e il notaio Piergaetano Marchetti. Come previsto è assente gran parte del cda. Si sono iscritte a parlare 124 persone, che avranno due minuti a testa. Vista la massiccia richiesta, il tempo a disposizione per singolo interventoè sceso da 3 a 2 minuti su input del presidente Dolcetta. Sono dunque almeno 4 ore le ore previste per gli interventi.

Inoltre il blog La Sberla, del giornalista Marco Milioni, riferisce che "stamani in sala stampa è stato proibito ai giornalisti e agli operatori di riprendere il maxi-schermo della diretta dalla tensostruttura che ospita i soci. C’è stata la immediata reazione di alcuni colleghi, a partire da quelli delle tv nazionali, che hanno protestato contro una decisione ritenuta incomprensibile e assurda. Il niet però ha lasciato indifferenti i colleghi che in questo momento stanno girando tranquillamente le immagini trasmesse dal maxi-schermo".

Aggiornamento ore 15.28: Sì alla Spa con l'81,95% dei voti​

I soci di Banca Popolare di Vicenza hanno detto si' alla trasformazione in societa' per azioni. A votare a favore sono stati 9.304 su 11.353 votanti; con una percentuale pari all'81,95%; 1.933 i contrari pari al 17,02% e 116 astenuti. In totale in assemblea sono rappresentati 11.353 azionisti, di cui 5.746 in proprio, 210 con un rappresentante legale e 5397 per delega.

L'assemblea ha visto un intenso dibattito con 123 azionisti iscritti a parlare; un numero tale da costringere il presidente dell'istituto, Stefano Dolcetta, a tagliare il tempo da 3 a 2 minuti. Sia fra i favorevoli che fra i contrari, tuttavia, c'e' stata una richiesta comune: quella di un'azione di responsabilita' verso il vecchio management, guidato dall'ex presidente Gianni Zonin e dal dg Samuele Sorato con, come ha proposto un socio, "un sequestro preventivo e cautelativo dei loro beni, che sono ingenti". Dita puntate anche contro buona parte del cda, quello in carica con la vecchia gestione. E proprio molti di loro hanno disertato l'assemblea, in cui erano presenti solo 5 consiglieri su 18: oltre a Stefano Dolcetta e Francesco Iorio, anchePaolo Angius, Giorgio Colutta e Alessandro Pansa.

Aggiornamento ore 12: Alcuni interventi

"Richiamo l'attenzione di tutti - ha detto il presidente della Bpvi, Stefano Dolcetta - sul fatto che le scelte impegnano una nostra responsabilità non solo morale" ma anche "con ricadute giuridiche" che potrebbero avere "gravi e irreparabili conseguenze per la banca" e "ci porterebbero sul piano inclinato che può portare non solo alla perdita totale di valore delle azioni" ma avere effetti "anche dei titoli di debito" come accaduto ad altri istituti.  

"Votare no" alle delibere dell'assemblea - ha detto il ceo, Francesco Iorio  - significherebbe davvero regalare la banca e avremo un valore di realizzo pari a zero e che potrebbe non limitarsi al solo valore delle nostre azioni. Siamo una banca importante, la decima banca italiana - ha aggiunto - non ho mai avuto il dubbio che la banca possa essere rilanciata e ripartire, ci siamo e ci saremo ancora per 150 anni".

Diversi i soci intervenuti all'assemblea della Banca Popolare di Vicenza che chiedono che l'ex presidente Gianni Zonin e i rappresentanti della vecchia gestione paghino per lo stato di dissesto in cui l'istituto si trova e che costerà forti perdite agli azionisti. "Per gli scafisti nessuna pietà se ne vada il consiglio di amministrazione e si avviino le azioni di responsabilità" ha detto Giuliano Xausa, segretario della Fabi e dipendente della banca. "Vorrei votare sì ma prima di dire sì ho diritto di sapere di chi sono le responsabilità di questo disastro. Voglio, desidero che chi ha sbagliato paghi anche con il suo patrimonio personale" ha aggiunto un altro socio. "Spero che la magistratura dia una condanna esemplare a Zonin e Sorato e a tutta la cricca dirigenziale intoccabile" ha detto Annalisa Toniolo. "Quando va in consiglio di amministrazione non le viene da vomitare, dottor Iorio?" la pesante affermazione di Alberto Artoni, facendo riferimento al fatto che in consiglio siedono ancora 12 consiglieri espressione della vecchia gestione.

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