Alcol e giovani, in aumento gli "intossicati" da spritz e shottini

L'analisi tracciata da Vincenzo Balestra (Serd di Vicenza) pone l'accento sull'alto numero di giovanissimi che finiscono in pronto soccorso dopo aver alzato il gomito

Ragazzini delle medie che arrivano in pronto soccorso intossicati dai troppi spritz o dalla moda degli "shottini", l’assunzione ripetuta di superalcolici alle feste. Capita sempre più spesso anche nel Veneto, dove il consumo di alcol - insieme al Friuli - è il più alto d’Italia. È questa l'analisi tracciata da Vincenzo Balestra (Serd di Vicenza).

Nel Veneto, spiega il dottor Balestra, il consumo di droghe legali e non legali è in costante trasformazione. Tra i giovani (15 e i 24 anni) le sostanze più consumate sono alcol e cannabinoidi. Tra le ragazze è in forte ascesa anche il consumo del tabacco. Fino a qualche anno fa - spiega lo psichiatra -  le consumatrici erano molte meno dei consumatori. Oggi per alcolici, sigarette e cannabinoidi praticamente non c’è più una differenza di genere.

Al servizio territoriale per le dipendenze di Vicenza, si rivolgono ancor oggi persone che hanno soprattutto problemi con l’eroina: "Può sembrare un tema chiuso perché non è più presente sui media, ma l’eroina non è per nulla sparita.  Registriamo un ritorno sotto forme diverse: abbandonato l’uso delle siringhe e oggi viene soprattutto sniffata o fumata". Accanto a eroina, cocaina e cannabis ci sono poi le nuove droghe, sintetizzate in laboratorio, i cannabinoidi sintetici, la ketamina (un anestetico per uso animale utilizzato per lo sballo) e ancora gli allucinogeni e il metadone. 

Alle dipendenze si arriva quasi sempre dopo un passaggio per l’alcol e i cannabinoidi.  "È importante - afferma Vincenzo Balestra - che i genitori stiano attenti e capiscano se il consumo è transitorio o di tipo ricreativo, oppure identitario o autoterapeutico. Se ci sono fattori di vulnerabilità e di rischio di tipo psicologico, relazionale, educativo o sociale è molto facile che dal consumo occasionale si passi alla dipendenza.  Quando un figlio si ubriaca o fa uso di cannabis, un genitore deve chiedersi se ci sono, pre-esistenti, problemi di tipo relazionale, affettivo o sociale che trovano un momentaneo sollievo nell’uso di sostanze stupefacenti: in questo caso il rischio va affrontato immediatamente e seriamente".

Per quanto riguarda le strategie preventive, la repressione con l’inasprimento delle pene e le campagne di informazione sui danni di alcol e droghe non si sono mostrate molte efficaci sui giovani. Un limite spinge a quest’età più a una sfida che a cambiare i propri comportamenti. "Molto più importante è la peer education e gli interventi nelle scuole. A questi infatti ci dedichiamo molto, cercando di rendere i giovani protagonisti". Questo sarà il focus di un incontro che si terrà mercoledì, alle 18 alla Fondazione Zoè in corso Palladio, 36 a Vicenza.

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti. È raccomandata la prenotazione: sul sito http://www.vsvb.it, chiamando al 0444 325063 o via mail organizzazione@fondazionezoe.it

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