Vulcano Taal, ancora critica la situazione della missione guidata da padre Gentilin

Il sacerdote della città del Grifo, da anni attivo nelle Filippine, parla di difficoltà crescenti per gli sfollati. E intanto il gruppo che lo supporta dalla Valchiampo lancia una sottoscrizione

I soccorritori della Croce rossa filippina

«L'eruzione apparentemente si è quietata tuttavia una nube di ceneri fuoriesce continuamente. Sono cessate le scosse di terremoto, epperò l'allerta rimane alta: siamo a livello quattro. Se le autorità eleveranno il livello a cinque dovremo evacuare. Io frattanto sono impegnato con novanta sfollati e sto cercando di tenerli impegnati. Si tratta di persone che debbono affrontare il trauma che ha stravolto la loro vita. Noi attualmente siamo nel perimetro di massima allerta. L'aria è contaminata: si sente odore di gas, di zolfo. Siamo obbligati a tenere sempre la mascherina. Appena ho novità mi faccio vivo. Sto benone con il morale». Sono queste le parole usate da Giovanni Gentilin, il sacerdote arzignanese che da anni coordina la missione canossiana di Tali Takumi ad Alfonso, una municipalità delle Filippine poco distante dalla capitale Manila. Alfonso assieme a molti altri centri del comprensorio da una settimana è sottoposta ai pericoli derivanti dalla attività improvvisa del vulcano Taal. Il dispaccio del religioso è giunto oggi 19 gennaio attorno alle dieci ora italiana alla rete dei collaboratori di padre Giovanni che in Valchiampo fanno riferimento alla Associazione «Una mano aiuta l'altra».

Raggiunto al telefono stamani ai taccuini di Vicenzatoday.it padre Gentilin ha spiegato «che la situazione è critica» ma che il suo gruppo si sta prodigando per aiutare chi in questo momento ha bisogno. Al momento la capitale «non è interessata dagli effetti più temibili della eruzione» spiega ancora il canossiano il quale aggiunge che per fortuna «stanno per arrivare presso le nostre sedi i container con una serie di generi di prima necessità che ogni anno in questo periodo fortunatamente giungono da noi nelle Filippine grazie alla generosità dei donatori».

Ad ogni modo con il peggiorare degli eventi la situazione potrebbe a breve divenire ancor più critica. Ed è per questo motivo che Mario Cisco, presidente della associazione della città del Grifo «Una mano aiuta l'altra» non più di due giorni fa ha lanciato «un vero e proprio appello» a chiunque voglia dare il proprio contributo. «In considerazione della grave situazione di emergenza umanitaria che sta interessando la missione di padre Gentilin nelle Filippine a causa dell'eruzione del vulcano Taal - si legge nella nota dattiloscritta diramata in data 17 gennaio - la nostra onlus ha promosso una raccolta fondi per acquistare dispositivi di protezione, alimenti, medicinali e quanto altro ci verrà richiesto». Appresso c'è un altro passaggio in cui sono spiegati altri dettagli: «Le offerte possono essere versate sul conto corrente di Banca Intesa IT62Y0306960124100000000739 o sul Conto corrente postale numero 38686788, intestati a Una mano aiuta l'altra onlus, Galleria Perazzolo 6/B 36071 Arzignano (VI) indicando la causale erogazione liberale per emergenza vulcano Taal e  possono essere utilizzate per i benefici fiscali previsti in sede di denuncia dei redditi. Contiamo ancora una volta - si legge appresso - sulla vostra collaborazione». Ad ogni modo nel Paese dell'Estremo oriente da giorni la macchina dei soccorsi si è già messa in moto con il contributo delle Nazioni unite e della Croce rossa internazionale (vedi foto) le quali stanno coordinando gli aiuti. Per di più gli esperti rimangono estremamente cauti sull'evolversi della situazione del vulcano la cui attività ha già messo a dura prova la regione: tra le altre le autorità nella zona hanno dovuto affrontare le incombenze derivanti da migliaia di sfollati. Altrattanto difficile è la condizione delle attività agricole specie per quanto riguarda il lavoro nei campi «che sono spesso ricoperti da uno spesso strato di cenere tossica», come peraltro riportato da molti media internazionali.

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