Rifiuto selvaggio in città: «Lanciano ogni giorno la monnezza dalle auto o anche a piedi, il fetore è insopportabile»

La denuncia di una residente che descrive una pratica ormai diventata un'abitudine consolidata nel suo quartiere, Santa Bertilla, dove i cassonetti sono vuoti e l'umido marcisce per strada

«Ero appena partita dal parcheggio sotto casa quando vedo una signora con un sacchetto di umido in mano che stava passeggiando sul lato opposto della strada dove ci sono i cassonetti. Si è fermata un secondo, ha fatto roteare il sacchetto e l'ha lanciato sopra al cumulo di rifiuti ammassati fuori dai contenitori vuoti. La donna l'ho riconosciuta, una vicentina, abita proprio di fronte al mio palazzo. Naturalmente le ho chiesto se non si vergognasse di quel gesto e lei, candidamente, mi ha risposto: "Ma è la prima volta che lo faccio"»

Alessandra Pranovi non nasconde la rabbia e il malumore per la situazione dell'area di raccolta del suo quartiere, Santa Bertilla. Le foto che mostra di via Zardo parlano da sole: cassonetti vuoti e sacchetti di immondizia di ogni genere per strada. Cumuli di residui, anche organici, che le temperature elevate di questi giorni hanno velocemente portato alla decomposizione, con relativa puzza. «L'aria è irrespirabile in questi giorni e la spazzatura accumulata non viene portata via in tempo», spiega puntando il dito contro una pratica incivile che, da queste parti sembra diventata una norma. «Troppa fatica mettere i sacchetti nei contenitori, qui si lanciano. Si lanciano dalle auto in corsa oppure anche a piedi». 

Una pratica che sembra ormai consolidata, un gesto di inciviltà che per molti sembra rappresentare un atto assolutamente normale e impunito, in barba alle sanzioni previste per chi la compie. E questa pratica sta diventando un incubo per tutti i residenti  di quella fetta di quartiere. 

«Io non lo so cosa può o deve fare il Comune o AIM ambiente, non so a chi spetta interrompere questo circolo vizioso. Mi piacerebbe arrivassero a una soluzione: il porta a porta, incrementare il personale o la vigilanza, magari mettere più cassonetti in quartiere? Non lo so, io so che l'unica cosa rimasta da fare sembra quella di andarsene da questo posto in cui tutti, anche i vicentini, si comportano in questo modo: ed è molto grave rassegnarsi a queste cose e ritenerle normali».

Alessandra ha scritto una lettera ad Aim Ambiente, all'Ufficio Igiene del Comune e allo staff del sindaco («Che non mi ha ancora risposto») facendo presente la situazione.

«Siamo di fronte a due problemi distinti ed entrambi gravi: da un lato l'aspetto igienico-sanitario, che con il caldo non può che peggiorare (faccio inoltre notare che a qualche metro dai cassonetti ci sono le trappole per la derattizzazione, che a poco servono se i roditori sono ben nutriti); dall'altro c'è un problema di convivenza civile in un quartiere già socialmente fragile. Il dato di diffusa inciviltà è evidente e sconfortante, ma i cittadini - italiani o stranieri che siano - che hanno cura dell'ambiente, non possono patire una situazione simile: è una vergogna, è umiliante uscire di casa e trovarsi davanti al cancello una scena simile e doversi tappare il naso per non sentire il tanfo. Mi domando se questo sistema di raccolta dei rifiuti sia ancora adeguato alla situazione che sta tanto cambiando e peggiorando».

Aim Ambiente, poco dopo la denuncia di Alessandra, si è precipitata a raccogliere i rifiuti.  «Non è la prima volta, anzi è ormai uno stato di degrado sempre più frequente. Alla scorsa segnalazione, di poco tempo fa, AIM Ambiente ha risposto che la strada viene "normalmente" pulita, anche senza le segnalazioni dei cittadini, ma evidentemente non è così. Bene che siano venuti, ma come faccio a sapere che lo fanno per prassi o che invece si sono mossi perché ho alzato la voce?». 

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Il passaggio è avvenuto alle 15 del pomeriggio di martedì. Alle 18, la "monnezza", come se agisse di vita propria, come fosse un organismo infestante autonomo, ha fatto di nuovo la sua comparsa fuori dai cassonetti in via Zardo. Nessuna magia, ma probabilmente una irresistibile voglia di sporcare e di fregarsene dell'igiene da parte di alcuni vicentini, nell'ottica una "cultura della spazzatura" che sembra aver segnato questo quartiere. 

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