Il lungo fiume di veleno: Titti, la prima vittima di overdose

Triste primato sotto lo sguardo della Madonna di Monte Berico: a uccidere Fiorella Nicolato, appena 18 enne, non fu l'eroina o altre sostanze stupefacenti, ma un cardiotonico

Nella Vicenza di quegli anni, la droga che si usava, aveva confezioni quasi anonime e accompagnate da una ricetta del medico. Nessuno sapeva esattamente ciò che introduceva nel proprio corpo ma era quasi un gioco alla ricerca di “viaggio” che durasse a lungo, una roulette russa con pastiglie come pallottole.  

Si parlava moltissimo di queste droghe tra i giovani e tra i giovanissimi. Si mischiavano i barbiturici con un libro di Kerouac o con l’ultimo disco dei Doors. Si discuteva dell’hashish o della marijuana, comparsa tra gli studenti della contestazione del ’68. Droghe fatte in modo artigianale, troppo difficili da reperire, troppo costose e sotto l’occhio delle forze dell’ordine. Solo alcuni che andavano ad Amsterdam, ad Istanbul o in Marocco potevano permettersi di avere o spacciare gli oppiacei, sopravvalutati anche dalla stampa rispetto all’effetto devastante delle anfetamine. 

La devastante invasione dell'eroina

L’eroina sarebbe arrivata alla “grande distribuzione” più tardi, nel ’75. E fu un’invasione annunciata ma silenziosa. Una naturale evoluzione dell’uso della morfina che per alcuni anni fece “da ponte” tra gli psicofarmaci e l’eroina stessa. Una sostanza che già alla fine del 1973, insieme a cocaina e anfetamina creò un mix letale per una seconda vicentina, una diciassettenne: Patrizia Paolucci, lasciata morire e scaricata in una piazza di Milano con i segni di un’agonia durata quattro giorni.

Un flusso continuo e ingentissimo - quello dell’eroina - trattato con una strategia marketing degna di un prodotto di massa. Tanto devastante nei suoi effetti quanto a basso prezzo e a disposizione di ogni ceto sociale. Le grosse organizzazioni criminali riducevano lo smercio di qualsiasi altra sostanza per lasciare sul mercato la “brown sugar”, un metodo che moltiplicò acquirenti e tossicodipendenti. Mentre l’eroina all’etto veniva venduta a 90.000 lire, il prezzo delle cosiddette droghe leggere era balzato a punte che facevano concorrenza all’oro, in proporzione. Un etto di hashish si poteva trovare a 270/300.000 lire. 

Titti 

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