Vallugana, «ancora polveri, sequestrate il cantiere Spv»

Lo chiede all'Amministrazione maladense l'avvocato dei residenti. Dopo l'episodio sono intervenuti carabinieri e vigili urbani che hanno verbalizzato. «Anche l'Arpav era sul posto»: monta l'ira della contrada contro i lavori

Uno scorcio del cantiere Spv a Malo in zona Vallugana (archivio, foto di Marco Milioni)

«Polveri fuori controllo: sequestrate il cantiere Spv in zona Vallugana». A chiedere un intervento estremo da parte dell'amministrazione comunale di Malo è l'avvocato del foro di Padova Giorgio Destro che ieri 28 novembre, in serata, ha inviato un un dettagliato esposto al sindaco Paola Lain, che è in forza al Carroccio. Destro che tutela i residenti che abitano attorno al cantiere della Superstrada pedemontana veneta (nota appunto come Spv) i quali abitano a ridosso della frazione di San Tomio parla di «situazione che ormai ha oltrepassato il punto di non ritorno».

I fatti risalgono alla giornata di ieri «quando in contravvenzione ad una ordinanza molto precisa diramata alcune settimane fa dal sindaco» l'attività di cantiere in zona Vallugana, da anni al centro di una querelle al vetriolo, ha registrato «l'ennesimo episodio incredibile». I residenti infatti raccontano che gli erogatori «che per così dire innaffiano il cantiere di scavo del tunnel Malo-Castelgomberto per evitare che la polvere invada le case, come peraltro era successo troppe volte in passato, non hanno funzionato pressoché per tutta la giornata».

Il particolato, raccontano ancora i residenti, ha preso il volo e ha invaso ancora una volta la contrada. «Al telefono ho seguito passo gli eventi ed era come se io fossi lì» fa sapere Destro, il quale aggiunge che è stato lui stesso «ad allertare i vigili urbani e i carabinieri che hanno prontamente verbalizzato e cristallizzato con prove certe quanto stava accadendo». Ma c'è di più. In loco era presente anche una squadra di Arpav coordinata da un funzionario: squadra che stava monitorando il livello di rumore del cantiere. Anche quegli specialisti, racconta sempre Destro, «hanno messo nero su bianco a verbale la loro testimonianza».

Di più, l'ingegnere di Arpav che coordinava le operazioni, stando alla testimonianza dell'avvocato, anche per stemperare un po' una tensione che si tagliava col coltello, avrebbe detto «certo che capitano tutte a loro», facendo riferimento ai disagi che da mesi gli stessi residenti denunciano sia al comune sia alla Regione Veneto. La quale è poi l'ente che con lo strumento del project financing ha commissionato al gruppo italo-spagnolo Sis la realizzazione e la gestione della Spv.

«Ad ogni modo - aggiunge Destro - adesso dal sindaco Lain mi aspetto un provvedimento draconiano perché le cose non possono più andare avanti così. Quelle povere persone sono esasperate e non ne possono più. C'è una ordinanza municipale in vigore da settimane che è molto stringente. La Sis la deve rispettare come fanno in altre circostanze con altre norme tutti i comuni mortali. In zona Vallugana - conclude lo stesso Destro - valgono le stesse leggi che vigono nel resto del Paese, quella non è una zona franca anche se c'è qualcuno che magari lo potrebbe pensare».

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