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Parla il priore di Monte Berico: la storia del santuario e dei frati, le preghiere per il virus

Non si sente spesso la voce di padre Carlo Maria Rossato, ascoltatelo

 

Padre Carlo Maria Rossato priore della comunità dei servi di Maria nonché rettore del Santuario ricorda che all' inizio del quindicesimo secolo i vicentini eressero questo Santuario votandosi alla Madonna contro il dilagare di una violenta epidemia di peste che si era abbattuta anche nel vicentino, una situazione simile a quella che stiamo vivendo adesso con il Coronavirus. A Monte Berico sono sospese le messe da inizio quarantena, oltre 45 giorni, si possono ascoltare su Telechiara la domenica, il santuario è aperto ma i pellegrini non possono più venire a causa delle restrinzione covid-19.

La storia

Nei primi decenni del 1400 una pestilenza ostinata mieteva vittime nel Vicentino. Verso la metà del Marzo 1426 una donna di età avanzata, certa Vincenza Pasini, si recò dal Vescovo di Vicenza per raccontargli che, pochi giorni prima, il 7 Marzo, mentre si recava dal marito, che stava lavorando nella sua piccola vigna sul Monte Berico, nel luogo ove oggi sorge il Santuario, le era apparsa una donna bellissima che le aveva detto: "Non temere, Vincenza. Io sono Maria, la Madre di Cristo morto in Croce per la salvezza del genere umano. Va’ e di’ ai Vicentini che innalzino in questo luogo una Chiesa consacrata al mio nome, se vogliono essere liberati dal flagello della peste che li colpisce…". Il Vescovo non le credette; come non le credettero i Magistrati della Città, ai quali pure Vincenza si era rivolta. Eppure, per fornire la prova che la Madonna aveva fatto la sua richiesta sul serio, la Veggente spiegò che essa aveva tracciato con un ramo di olivo il perimetro della Chiesa da edificare in suo onore, assicurando che quanti si fossero qui recati nella prima domenica del mese, avrebbero ricevuto grazie abbondanti.

Soltanto due anni dopo, il 1 Agosto 1428, Vincenza ebbe una seconda visione; e questa volta scese in Città, mettendosi a gridare a gran voce quanto le era accaduto. E la gente – che intanto continuava a morire per la pestilenza – cominciò a crederle: fu così che, il 25 di quel mese, Autorità e popolo decisero di iniziare la costruzione di una primitiva chiesetta, nucleo originario di quello che, con successivi ampliamenti, sarebbe diventato il più bello e importante Santuario mariano del Veneto: della "Madonna di Monte Berico".

Le riflessioni

Il padre priore ricorda l'importanza della «condivisione, speranza e senso di comunità che dobbiamo avere in questi frangenti, da Monte Berico vogliamo mandare un messaggio di fratellanza che ci unisca tutti in un unico abbraccio dal capoluogo, alla provincia, al Veneto e all'Italia tutta. Quando il grosso dell'emergenza sarà passato o quando le acque si saranno almeno quietate noi tutti dovremo procedere con una seria riflessione collettiva, perché molte cose non potranno essere più come prima».

Carlo Maria Rossato priore della comunità dei servi di Maria nonché rettore del Santuario.

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