"Addio prof", chiesa gremita per l'ultimo saluto al docente del Brocchi

Insegnava Storia e Filosofia al liceo bassanese, nel 2015 fu insignito del premio "Città di Bassano", sicuramente un uomo di grande spessore culturale ma soprattutto una persona capace di lasciare il segno ad intere generazioni

Il liceo Brocchi e il prof. Vittorio Andolfatto

La notizia della sua morte ha fatto presto il giro dei social dove numerose realtà e persone hanno voluto lasciare il proprio omaggio a Vittorio Andolfatto, docente di Storia e Filosofia  al liceo Brocchi, spentosi mercoledì all'età di 78 anni.

Venerdì, alla Chiesa di San Francesco di Bassano del Grappa, molte persone si sono date appuntamento per dare l'ultimo saluto all'amato prof. In prima fila il sindaco Elena Pavan che nei giorni scorsi l'aveva ricordato a nome di tutta la comunità e aveva espresso  "profonda gratitudine per quanto ha saputo trasmettere a tutti noi nel corso della sua vita. Insegnante appassionato, educatore attento, conferenziere raffinato, Vittorio Andolfato era stato insignito del Premio Cultura Città di Bassano nel 2015.
Proprio la motivazione del premio racchiude al meglio le ragioni per le quali Bassano gli resterà sempre grata".

“Ha trasmesso ai suoi allievi l’amore per la conoscenza contribuendo a formare il pensiero e gli animi di generazioni di bassanesi ad un sapere libero e aperto - questa la motivazione del premio - Cittadino moderno, curioso e attento, ha declinato il suo impegno civico in vari fronti, lungo le vie dell’integrazione con l’associazione “Babele”, e nel ricordo della Resistenza e dei valori fondamentali della Costituzione Italiana con l’associazione “26 settembre”. Storico e filosofo, ha trasmesso a tutti noi il suo insegnamento più importante non in classe, ma con la sua vita: la cultura non si diffonde nella fragilità dell’apparenza, ma si testimonia conta forza della distanza”

"Lo ricordiamo per la sua disponibilità ad esserci sempre - lo ricorda in un post la Libreria Palazzo Roberti - Lo ricordiamo per la sua cultura che non era semplice erudizione, ma cosa viva, capace di aprire orizzonti e far nascere nuova consapevolezza. Lo sanno bene coloro, non solo suoi studenti, che hanno avuto la fortuna di interloquire con lui. Curiosità intellettuale e grande umanità lo hanno fatto diventare un riferimento importante per tante persone e a dire la verità, scomodo per altre, come succede a chi pensa liberamente. Un uomo dell’incontro tra culture, religioni, esperienze e ambiti sociali diversi in un’epoca di muri e intolleranza crescente"

E ancora innumerevoli messaggi lasciati sui social dai suoi studenti: "È stato per molti anche un riferimento personale, perchè il suo lavoro ha aperto prospettive di vita e di cammino personale a tanti", "Addio ad una gran persona. Lo ricorderò sempre per la sensibilità, l'estrema gentilezza ed educazione nonché uomo di una cultura d'altri tempi. Bassano con lui perde molto".

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