Legittima difesa e strategia della tensione

Destra, sinistra e centro fingono di accapigliarsi sulla riforma che sta dividendo il Paese. In realtà il disegno è unico e punta a ridimensionare le libertà di un popolo già imbolsito di suo

Parlate con uno sbirro vero, con uno che ragiona con la sua testa e non con quella dei politici o di certi sindacati di polizia che sono solo la succursale di certi partiti. Vi dirà che la modifica della legge sulla legittima difesa è una ca****a pazzesca.

Ora lasciamo da parte per un momento da parte le motivazioni giuridiche rispetto alle quali ogni scienziato del diritto degno di questo nome farà a pezzi in un secondo le ragioni dei grilletti facili. Scendiamo nel pratico. Ma qualcuno è così deficiente da credere che passata la nuova legge i malviventi desisteranno dall’entrare nelle case per tentare furti e furtarelli? Certo che no. L’unica conseguenza è che i ladri saranno definitivamente scalzati dai rapinatori. Questi ultimi, sapendo che dall’altra parte ci potranno essere persone armate saranno ancora più preparati e più spietati per cui a fine anno quando si farà il computo dei morti i cattivi caduti sul campo saranno sempre meno dei buoni.

E poi qualcuno ha idea che cosa significhi essere presi di soprassalto nella notte da un gruppo di fuoco armato che magari al mercato nero nel frattempo si è anche procurato qualche giubbotto antiproiettile? Ve lo immaginate l’imprenditorotto un po’ attempato e benestante di Zermeghedo o di Gazzo che svegliato nel cuore della notte, mezzo rincoglionito da un prosecco di troppo, non si ricorda se dentro o sopra il comodino ci sia una Beretta, la scatola del viagra, l’hard disk con la contabilità parallela dell’azienda o un bicchiere d’acqua pieno di Steradent con la dentiera a mollo?

Coloro che sono in grado di rispondere, armi alla mano, a minacce di questo genere sono pochissimi. La prontezza e il sangue freddo in questi casi sono appannaggio solo di chi ha una lunga e coltivata preparazione: vale a dire forze dell’ordine (quando bene addestrate) e operatori del settore con un elevatissimo grado di specializzazione (sono pochi e il loro ingaggio costa un’occhio della testa).

Nel Veneto delle doppiette a canne mosce durante una rapina a casa del cacciatore di turno o del ristoratore pistolero di turno un commando di rapinatori dell’est, magari con trascorsi nei servizi o nelle forze armate, se osteggiato armi alla mano, farebbe carne di porco dei padroni di casa.

La legge sulla legittima difesa già c’è. Ed è addirittura più aspra di quella che in Italia vigeva quando la mafia (e nel Veneto la mafia del Brenta), sparava assai di più. Questa benedetta legge però andrebbe applicata come dio comanda. Il problema, tra i tanti, è che alcuni magistrati la applicano alla viva il parroco. In questi casi però raramente si è vista la lobby delle armi finanziare esposti in sede penale o al Csm che mettessero sulla graticola e alla gogna pubblica le toghe responsabili di un giudizio idiota o astruso: troppo duro l’osso per essere addentato. Troppo potente la lobby per farle la guerra. Si sa, tra lobby non si sta mai a ca**o in faccia come dicono con un francesismo i romani.

Rimane quindi da capire se in parlamento una riforma tanto demente sia stata capita sino in fondo dai nostri onorevoli. La risposta è un pelo complessa. Nei partiti presenti fuori e dentro palazzo Madama, dentro e fuori Montecitorio ci sono i peones che sono pro o a favore semplicemente perché i rispettivi mandriani, i rispettivi capi-bastone hanno ordinato loro di berciare per un verso o per l’altro. Poi ci sono pochissimi politici, quelli che sono a contatto con chi detiene il potere vero. Questi maggiordomi di medio lignaggio, di tutto l’arco parlamentare, sanno quale è il vero obiettivo della norma.

Il vero obiettivo è aumentare la recrudescenza del crimine in modo da aumentare l’insicurezza sociale in modo poi da rendere digeribile presso un elettorato già imbolsito di suo una stretta sulle libertà del cittadino a fronte di una situazione economica che diventa sempre più insostenibile a causa degli errori, spesso voluti, delle elite, che questa situazione l’hanno cagionata.

Per cui nel teatrino della politica televisiva si assiste alla solita scena trita e ritrita. Il politico di sinistra, recita la parte dell’antipatico radical chic con la erre moscia e col calzino color crema che pare difendere i rapinatori, «specie se negri o extracomunitari» e fa incazzare il grillino o il leghista di turno. I quali a loro volta rispondono con slogan da cervello all’ammasso che però tanto piacciono ai nemici dell’elite.

In realtà si tratta di una pantomima che dà attuazione ad un cliché preparato in anticipo in qualche salotto inaccessibile, in qualche circolo iniziatico in cui si prendono le decisioni che veramente contano. Poiché oggi, almeno in Italia, non è più politicamente coretto pagare qualche amico dei servizi segreti per organizzare qualche attentato o qualche strage allora la strategia della tensione si è deciso di renderla pulviscolare, di parcellizzarla, di appaltarne una porzione ad ogni cittadino che si è armato o che crede di potersi armare, a ogni criminale al quale si fa capire che se deve andare a bersaglio deve armarsi e organizzarsi meglio anche lui.

A quel punto il popolo, sia che venga blandito dai partiti (diciamo così) elitisti sia che venga blandito da movimenti (diciamo così) populisti, comportandosi semplicemente come massa di manovra, come gregge belante e sub-senziente si sarà costruito da solo le condizioni per essere ancora una volta tosato. Il controllo da parte del Potere tramite lo Stato o tramite le sue consociate mafiose più o meno accreditate diventerà più tetro. Tanto che al prossimo turno il Paese (e questo vale in molte altre parti del cosiddetto Occidente) sarà sufficientemente anestetizzato per cedere altre porzioni di libertà di quel regime democratico in cui sempre più la democrazia è intesa come la facciata più o meno malamente imbiancata di una prigione spacciata per casa del popolo o della patria.

Volete la controprova rispetto a questo assunto? Provate a proporre una legge, che ispirandosi ed estendendo alla casa di tutti, l’ambiente, preveda la scriminante per chi spara, malmena o diffama chi inquina. A quel punto vedrete che i garantisti i seguaci di Cesare Beccaria, dalla estrema destra alla estrema sinistra fino all’estremo centro, si moltiplicheranno come le micosi sull’alluce malato di un diabetico.

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