Insulti a Carola Rackete sul sentiero di montagna: «Anonimi vigliacchi»

La lettera di una quarantina di cittadini della Valle del Chiampo, relativa ai fatti accaduti in zona La Piatta di Crespadoro: tre cartelli imbrattatati con frasi ingiuriose nei confronti del capitano della "Sea Watch"

La montagna imbrattata con croci celtiche e offese esplicite a una certa "Carola" che altro non può essere che Carola Rackete, comandante della Sea Watch al centro delle cronache e di una bufera politica per aver tratto in salvo in acque libiche una quarantina di migranti poi sbarcati a Lampedusa. Le scritte offensive sono apparse su tre cartelli segnaletici del Cai in località la Piatta di Crespadoro, lungo l'alta Valchiampo, sui sentieri del Carega. Un gesto che ha indignato il Cai di Arzignano:  «Assodato che ogni individuo umano ha un proprio pensiero ed opinione, semmai è da discutere il modo di esprimerlo. "Individuo" che hai imbrattato le tabelle segnaletiche del Cai, ti sembra sia il posto per esprimere il tuo pensiero? Vergognati. Se hai un minimo di dignità ti invito a prendere straccio e solvente e pulire il segno della tua inciviltà». si legge nella nota del Rifugio Bertagnoli. 

L'atto ha provocato la reazione anche 40 residenti dell'alta Valle del Chiampo, che hanno  inviato una lettera pubblica, firmata, nella quale denunciano l'azione, semplicemnte vandalica o politica che sia, commessa per mano di ignoti. Ecco il contenuto: 

«I sottoscritti cittadini della Valle del Chiampo condannano il grave episodio in cui una mano ignota ha deturpato tre cartelli segnaletici in località La Piatta di Crespadoro. Questi individui con il loro gesto hanno voluto insultare il capitano Carola Rackete che ha portato in salvo dei migranti e che con il suo atto di disobbedienza ha permesso il salvataggio di tante vite. Questi anonimi vigliacchi hanno inoltre profanato un luogo , come la montagna, , spazio di saluto, di rispetto e di tolleranza, riducendolo a luogo di odio e disprezzo per gli altri. Questo è il frutto di mesi e mesi di insulti, aggressioni e offese, in spregio dei valori della nostra Costituzione e di tutte le dichiarazioni sottoscritte anche dal nostro Paese, a cominciare dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, dove si legge che “ Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di Fratellanza (art.1)”. Noi auspichiamo che si ritrovi in Italia questo spirito e che certi atti e i loro mandanti, morali e materiali, vengano sempre più isolati dal contesto civile e democratico del nostro Paese»

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