Guida Michelin: i ristoranti stellari del vicentino

Posti dove la cena è un’esperienza, l’arredamento una location, il cibo una rappresentazione. Scopri le otto stelle che brillano dall'Altopiano, alle colline, fino in città

Le tre stelle Michelin rappresentano il massimo riconoscimento che un ristorante possa ricevere. La Guida Michelin è nota per la segretezza sul criterio di assegnazione delle stelle, e del loro numero. Essenzialmente, tutto si riduce al fatto se il cibo è abbastanza buono da giustificare una viaggio solo per andare al ristorante.
E per uno chef non c’è maggiore soddisfazione dell’assegnazione di una prestigiosa stella.

Ieri è stata presentata al Teatro Municipale di Piacenza la 65a edizione della Guida Michelin Italia, che si conferma la seconda Guida più stellata al mondo per numero di locali recensiti.
La Guida Michelin fu ideata dai fratelli Michelin nel 1898 che iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo diario dove annotavano stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici, benzinai, e naturalmente gommisti, inoltre segnalavano anche i posti decenti dove fermarsi a mangiare durante il viaggio.

Le stelle

Il Veneto è la quinta regione per numero, a quota 37 stelle, con due novità (1 tre stelle, 4 due stelle e 32 una stella).
Lombardia è la regione più stellata d’Italia, Napoli la provincia. Il cuoco, ma in realtà è un vero patron con più ristoranti, è Enrico Bartolini del MUDEC di Milano che ha guadagnato la terza, per un totale di 8 stelle che portano la sua firma.
A tale riguardo, vale la pena ricordare che le “stelle” sono quelle che dovrebbero guidare il viaggiatore nella scelta del suo pasto perfetto:

  •  3 stelle: Merita il viaggio (11 ristoranti di cui 1 novità per questa edizione)
  •  2 stelle: Merita la deviazione (35 ristoranti di cui 2 novità per questa edizione)
  •  1 stella: Merita la tappa (328 ristoranti di cui 30 novità per questa edizione)

Tra gli 11 tristellati che “valgono il viaggio” Le Calandre a Rubano (PD). Non è a Vicenza ma è il 3 stelle più vicino. Nel 2002 Massimiliano Alajmo, 28 anni, diventa lo chef più giovane al mondo a ottenere il prestigioso riconoscimento. Da allora una conferma continua.

Gli stellati vicentini

Ristoranti che “meritano una deviazione”: le due stelle

Lonigo (VI) – La Peca

Tra le colline vicentine: Nicola e Pierluigi Portinari aprono La Peca nel 1987, chef il primo, pasticcere e sommelier il secondo. Il nome scelto è un omaggio all’infanzia ed un auspicio per il futuro, che si rivelerà profetico: in dialetto vicentino “peca” significa traccia, impronta. Figli di un macellaio-rosticcere, hanno saputo costruire una cucina che omaggia ed esalta il pesce. La continua perfezione dei piatti lo porta ad essere l'unico 2 stelle vicentino da anni.

“Cucina di grande qualità, che merita la tappa”: ristoranti una stella 

Altissimo (VI) – Casin del Gamba

Arrivarci è una prova di coraggio, pazienza e buona guida: arrampicato tra la Valle dell’Agno e la Valle del Chiampo, in mezzo ai boschi profumati e ricchi, il ristorante – un casino di caccia ristrutturato e che sembra uscito da una fiaba – è nelle mani della famiglia dal Lago dal 1976. La cucina è dialogo tra modernità e uso sapiente della tradizione, con impiego di materie prime che fanno parte dei ricordi personali e della cultura del territorio: erbette, fiori, funghi rari, il broccolo fiolaro di Creazzo, la selvaggina da pelo e da piuma e le lumache dormienti.

Arzignano (VI) – Macelleria Damini & Affini

Unica macelleria con una stella Michelin in Europa: i fratelli Damini (Gian Pietro, macellaio e responsabile della sala, e Giorgio, cuoco) hanno trasformato una macelleria in un ristorante-enoteca-gastronomia che fa la felicità dei carnivori. Dalla carta scegliete i classici: le tre stagionature della carne cruda, il Damburger, le costate dei tagli più rari.

Asiago (VI) – La Tana Gourmet

Alessandro dal Degan porta la cucina dell’altopiano di Asiago nelle vette della New Nordic Cuisine. Andare per boschi ed erbe si fa da sempre, ed è patrimonio culturale tradizionale della zona, in cucina usa fermentazioni, muschi, licheni, erbe, resine, legni: niente spocchia, solo recupero di ciò che si è sempre fatto in montagna. Sala con vista spettacolare, la vetrata che si affaccia sui prati ondulati.

Asiago (VI) – Stube Gourmet

Il suo è un piccolo scrigno montano di 5 tavoli, all’interno dell’Hotel Europa Residence. Trentenne dalla rara modestia e maturità (personale oltre che culinaria), Longhini unisce nei piatti la tradizione delle materie prime e  la modernità dell’interpretazione. Ad Alessio Longhini dello Stube va il merito di aver saputo trasformare l’altopiano in un distretto del gusto (insieme ad Alessandro dal Degan).

Barbarano Vicentino (VI) – Aqua Crua

Una sala minimal con 35 posti, racchiusa tra una parete destinata al giardino verticale idroponico e la cucina a vista. La cucina è un percorso fatto di piatti che sorprendono, mai semplici, e nei quali spesso forma e sostanza non coincidono. Quella di Giuliano Baldessari è la continua ricerca di spingersi avanti e condurre il cliente sempre un po’ più in là. Il menu Frattali è il modo migliore per accostarsi alla cucina dello chef vicentino.

Schio (VI) – Spinechile

Si è nascosto tra i boschi delle colline sovrastanti Schio Corrado Fasolato, ristrutturando un ex fienile di una baita e trasformandolo in una tappa gourmet. Il carattere del luogo si ritrova nei piatti: solidità ed eleganza fanno della cucina dello Spinechile un percorso che si muove tra boschi e mare con la stessa sapienza.

Vicenza (VI) – El Coq

Lorenzo Cogo descrive la sua come una ‘Cucina Istintiva’, senza l’obbligo di seguire canone o restrizioni. “Nel cuore della città tra un rintocco di orologio ed una loggia del Palladio, in un bel palazzo, troverete proposte alla carta dove la tradizione si piega all’estro creativo del giovane chef-patron, ma anche percorsi gastronomici dal titolo fortemente evocativo: sostanza, esperienza, prodotti di prima qualità, finezza nelle preparazioni, sapori distinti, costanza nella realizzazione dei piatti.” - Gli ispettori della guida MICHELIN

Il Veneto nella guida Michelin 2020 e tutte le stelle italiane

Tre stelle
Rubano (PD) – Le Calandre

Due stelle
Campagna Lupia – Lughetto (VE) – Antica Osteria Cera
Lonigo (VI) – La Peca
Venezia - Glam Enrico Bartolini (Nuova)
Verona - Casa Perbellini

Una stella
Cortina D’Ampezzo (BL) – Tivoli
Pieve D’Alpago (BL) – Dolada
Puos D’Alpago (BL) – Locanda San Lorenzo
Vodo Cadore (BL) – Al Capriolo
Borgoricco (Pd) - Storie d'amore (Nuova)
Pontelongo (PD) – Lazzaro 1915
Selvazzano Dentro (PD) – La Montecchia
Castelfranco Veneto (TV) – Feva
Follina (TV) – La Corte
Oderzo (TV) – Gellius
Treviso (TV) – Undicesimo Vineria
Scorzè (VE) – San Martino
Venezia – Oro Restaurant
Venezia – Osteria da Fiore
Venezia – Quadri
Venezia – Il Ridotto
Venezia – Venissa
Altissimo (VI) – Casin del Gamba
Arzignano (VI) – Macelleria Damini & Affini

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