Coronavirus: chiuse Venezia, Padova e Treviso

Il discorso del premier Conte: «Stiamo agendo per evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere», spiega il primo ministro italiano annunciando i nuovi provvedimenti che dovrebbero valere fino al 3 aprile prossimo»

Stizzito in modo evidente per la diffusione a mezzo stampa della "bozza" del nuovo decreto prima che venisse ultimato e da lui firmato, il premier italiano Giuseppe Conte ha inaugurato con una veemente reprimenda per la "fuga di notizie" il suo discorso agli italiani nella notte tra il 7 e l'8 marzo. Alle ore 2 circa il primo ministro ha affrontato dunque il tema di quella che non ha esitato a definire un'«emergenza», vale a dire la diffusione del contagio del virus "Sars-CoV-2" in Italia: «Questa pubblicazione sui giornali di una bozza peraltro non definitiva ha creato incertezza, confusione e preoccupazione, - ha detto il premier Giuseppe Conte - questo non lo possiamo accettare». 

Il premier ha poi chiarito che il decreto è stato ultimato, dopo aver ricevuto le osservazioni da parte delle regioni. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è quindi attesa nelle prossime ore e, ha specificato il premier, «sarà vigente e tutte le prescrizioni in esso contenute entreranno in vigore».

Le novità del decreto per l'Area 1

«Abbiamo creato due aree, - ha spiegato il premier Conte - una che riguarda la regione Lombardia e varie province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano, Cusio, Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. A questo territorio della nostra penisola applichiamo un regime e delle misure restrittive più rigorose. Poi vi sarà un regime per la restante parte del territorio italiano. Per le parti della Lombardia e delle altre province del nord citate, ci sarà il vincolo di evitare ogni spostamento, vincolo per tutte le persone fisiche in entrata e in uscita dai territori e anche all'interno dei territori. Ci si muoverà quindi solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, spostamenti per motivi di salute. Fermo restando che è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione, o luogo di residenza, per chi ne avesse necessità». 

«Ci sono poi altre misure molto rigorose. - ha proseguito il premier Conte - D'ora in poi i soggetti con sintomatologie, infezioni alle vie respiratorie e febbre maggiore di 37 gradi e mezzo è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante, a prescindere dal fatto che siano positivi o meno».

«Vi sarà poi un divieto assoluto di mobilità per i soggetti sottoposti alla quarantena, - ha quindi aggiunto il premier Conte - ovvero risultati positivi al virus». Altre misure sono quindi state previste per le attività commerciali: «Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e grado sia in luoghi pubblici che privati. Saranno consentiti gli eventi sportivi con atleti professionisti ma o a porte chiuse o all'aperto e senza pubblico. Sono quindi sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché eventi in luogo pubblico o privato, manifestazioni a carattere ludico, culturale, sportivo, religioso, fieristico. Sono poi sospesi tutti gli eventi nei cinema, teatri, nei pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e discoteche. Non possiamo più permetterci in queste aree, - ha dichiarato il premier Conte - aggregazioni di persone. Sono sospese ovviamente le attività didattiche nelle scuole, nelle università, salvo quelle a distanza, così come le cerimonie religiose, civili, ivi comprese quelle funebri. È consentita l'apertura dei luoghi di culto, ma condizionatamente alla presa di misure tali da evitare assembramenti. Sono poi chiusi i musei e gli altri luoghi di cultura».

Per quanto riguarda le «attività di ristorazione e bar», ha spiegato Conte, «sono consentite, ma dalle ore 6 alle 18 con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione. Ci rendiamo conto che è una sospensione molto severa, - ha aggiunto Conte - ma non ci possiamo più permettere che le persone possano contagiarsi in questi luoghi».

Le novità del decreto per tutte le altre regioni e province d'Italia

Anche nel resto d'italia, e quindi anche a Vicenza, sono sospesi i congressi, riunioni, meeting nei quali sono coinvolti appartenenti al personale sanitario. «Sono poi sospesi eventi, - ha quindi spiegato il premier Conte - manifestazioni, spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici, teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato. Sono sospese le attività nei pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, discoteche e locali assimilati. È sospesa inoltre l'apertura dei musei e di altri luoghi di cultura». Per quanto riguarda l'attività di ristorazione e nei bar, il premier Conte ha spiegato che «è consentita, ma con obbligo per il gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione». Anche per le restanti province sono sospese le attività sportive, così come le attività didattiche, sia nelle scuole che nelle università. 

Conte: «Stiamo affrontando un'emergenza»

Il premier dopo aver enucleato i capisaldi del nuovo decreto ha quindi commentato così le iniziative decise: «Stiamo affrontando un'emergenza nazionale, lo abbiamo fatto sin dall'inizio con misure di massima cautela, la stiamo affrontando con consapevolezza. Ci stiamo muovendo con lucidità, con coraggio e fermezza, queste misure lo dimostrano. Abbiamo due obiettivi, - ha quindi aggiunto Conte - Contenere la diffusione del contagio e allo stesso tempo dobbiamo agire per evitare il sovraccarico delle struttre ospedaliere. Oggi con questo nuovo decreto non abbiamo più le "zone rosse" che avevamo stabilito all'inizio, i due focolai iniziali a Vo' in provincia di Padova e i dieci Comuni del Lodigiano. Non c'è più motivo di tenere quelle persone confinate in una "zona rossa", quindi a loro va il mio saluto e il mio abbraccio. Adesso ci sono misure restrittive per un'area molto più allargata».

«Abbiamo poi già predisposto il "vincolo obbligatorio della solidarietà interregionale" per evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere, - ha poi aggiunto il premier Conte - dando la possibilità di redistribuire i pazienti che ne hanno bisogno tra le varie regioni». Conte ha poi annunciato che «oggi è stato sottoscritto un contratto che darà avvio alla produzione di una linea tutta italiana di apparecchiature per terapia intensiva e subintensiva, oggi abbiamo già 320 nuove apparecchiature e ne avremo 500 nuove ogni mese e stiamo implementando la filiera produttiva italiana per i dispositivi di protezione individuale, poiché vogliamo garantire la salute di tutti i cittadini. Questo è il momento della responsabilità per tutti i cittadini, tutti dobbiamo aderire a queste nuove misure che possono imporre sacrifici, ma è necessario che tutti vi aderiamo, che non pensiamo di fare i furbi, dobbiamo pensare a tutelare la nostra salute, quella dei nostri cari, dei nostri genitori e soprattutto la salute dei nostri nonni, perché abbiamo scoperto che sono soprattutto loro, le persone più anziane che sono esposte ai rischi e alle insidie di questo nuovo virus».

Zona rossa? Vietato entrare e uscire?

A precisa domanda circa chi sarà tenuto a controllare gli eventuali spostamenti tentati da quelle persone che sarebbero tenute a non spostarsi dall'Area 1, il premier Conte ha così risposto: «Saranno le forze di sicurezza, le forze di polizia che saranno legittimate a fermare i cittadini e chiedere spiegazioni del perché dello spostamento e quindi dovranno i cittadini motivare lo spostamento. Sulla base delle indicazioni che ho elencato, le giustificazioni sono "comprovate esigenze lavorative", "situazioni di necessità" e "spostamenti per motivi di salute"».

Il premier Giuseppe Conte poi ha tenuto a precisare in merito all'espressione "zona rossa" che in questo caso «è improprio parlare di "zona rossa"». Conte ha quindi aggiunto: «Una "zona rossa" noi l'abbiamo istituita come cintura sanitaria rigorosissima per i dieci Comuni del Lodigiano e per il Comune di Vo'. Abbiamo presidiato quei territori e tutti i varchi perché era stato introdotto un divieto assoluto di ingresso ed uscita. In questo caso, se avete seguito il mio riassunto, non abbiamo "un divieto assoluto" di trasferimento da quest'area del nord alla restante parte del territorio, però c'è la necessità di motivarlo sulla base delle specifiche indicazioni, e quindi sicuramente c'è una ridotta mobilità». 

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