Coronavirus, emergenza case di riposo: 336 positivi e 30 decessi

Crisi anche nella turnazione del personale, con 211 dipendenti che hanno contratto l'infezione. L'assessore Lanzarin: «monitoraggio su tutte le strutture»

Foto di archivio

Emergenza nelle case di riposo del Veneto. In Regione sono in tutto 360 e ospitano circa 30mila anziani. Per loro, adesso, l'asticella di allerta sull'epidemia è al massimo livello. I dati forniti mercoledì dalla Regione parlano chiaro: 336 ospiti positivi e purtroppo 30 decessi e ben 211 dipendenti che hanno contratto l'infezione. «Le strutture stanno soffrendo», ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin nella conferenza di mercoledì sera, aggiungendo: «Attualmente ci sono focolai nel Vicentino, nel Padovano, nel Trevigiano e anche nel Bellunese e nel Veronese, stiamo facendo un monitoraggio in tutte le strutture».

La situazione più grave quella dell' Ulss 6 di Padova con ben 145 ospiti accertati positivi, 13 deceduti e 57 dipendenti positivi. Per quanto riguarda il Vicentino, nell'Ulss 7 Pedemontana sono stati 3 i decessi e 31 i contagiati, mentre nell'Ulss 8 berica 5 ospiti positivi al Covid-19 ma fortunatamente nessun decesso. Nell'Ulss di Treviso, 11 decessi e 72 contagiati; a Verona 15 casi di positività e 2 decessi; a Belluno 46 positivi e nessun decesso. Per quanto riguarda i 211 dipendenti, positivi - altro grosso problema per queste strutture in quanto mette in difficoltà tutto il sistema assistenziale con difficoltà nella turnazione - il record è proprio nel Vicentino, con 63 casi nell'Ulss Pedemontana e 5 in quella Berica. Nel resto della regione, i dipendenti colpti dal virus sono 57 nel Padovano, 47 nel Trevigiano e 27 nel Veronese. 

L'obbiettivo è di gestire l'emergenza all'interno della struttura «creando dei moduli di isolamento dei positivi», ha aggiunto Lanzarin che, per quanto riguarda il personale, ha annunciato che la Regione si sta rivolgendo agli operatori delle cooperative sociali, sul personale dei centri diurni (fermi per decreto fino al 3 aprile) e in alcuni casi sui volontari della croce rossa ai quali viene chiesta la disponibilità di operare nelle case di riposo. Rimane il nodo delle protezioni, con la denuncia dei sindaca sulla mancanza di mascherine nei  centri che ospitano gli anziani. Sulla questione Zaia, nel briefing quotidiano di mercoledì, ha annunciato di aver disposto, tramite le Ulss, il rifornimento urgente anche alle case di riposo.

«Ospiti e dipendenti delle case di riposo del Veneto hanno la priorità, assieme agli operatori sanitari degli ospedali,  nella campagna di test a tappeto e la Regione ha espressamente programmato che tutti gli operatori e gli ospiti siano sottoposti a tampone. Inoltre, è stato previsto, in via tassativa, che tutte le strutture residenziali del Veneto possano accogliere e inserire nuovi ospiti solo in presenza di attestazione di negatività al virus - aveva assicurato l’assessore Manuela Lanzarin, incontrando lunedì  (in videoconferenza) i rappresentanti delle confederazioni sindacali - la Regione ha anche  sbloccato l’iter di formazione di oltre 400 operatori sociosanitari, introducendo per la prima volta l’esame abilitante in via telematica e autorizzando la formazione a distanza per la prima fase del percorso formativo degli OSS».

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