Mini idroelettrico, Valbrenta contro la Regione

Il comune del comprensorio Bassanese assieme ai gruppi sportivi impugna l'iter per la realizzazione di una centrale

Uno scorcio del fiume Brenta teatro delle gare di canoa (foto: Marco Milioni)

La centralina idroelettrica che la ditta Crestani Claudio vuole realizzare in località pian dei Zocchi nel comune di Valbrenta non s'ha da fare. E cosí il sindaco Luca Ferazzoli impugna i provvedimenti autorizzativi che la Regione Veneto ha emanato in questi anni. Al suo fianco ci sono Ivan Pontarollo che rappresenta l'omonimo team sportivo nonché l'associazione per la pesca sportiva dilettantistica capitanata dal presidente Rolando Lubian. La decisione è stata comunicata stamani durante un briefing fra i tre tenuto presso i locali della Comunitá montana della Valbrenta.

Piú nel dettaglio i ricorsi sono due. Il primo è quello del Comune, il secondo è quello dei privati. Il primo, spiega il sindaco, «è principalmente incentrato» sugli aspetti ambientali e della salvaguardia del territorio mentre quello dei gruppi sportivi, che è supportato anche dalla Federazione italiana rafting, attiene non solo all'aspetto ecologico ma anche a quello economico.

«Noi non ci fermiamo piú e siamo pronti ad un impegno campale» spiega Pontarollo il quale aggiunge che il progetto «rischia di mandare a secco il fiume con tutto ciò che ne consegue sia in termini di rispetto ambientale sia in termini di nocumento ad una economia locale che deve moltissimo ad un turismo ecosostenibile. Noi non arretriamo e se del caso procederemo con altre iniziative legali».

Ferazzoli da parte sua aggiunge: «Siccome il presupposto di queste opere è la loro utilità pubblica in quanto astrattamente producono energia pulita io mi domando quanto nel concreto sia pulita visto il carico ambientale su un habitat tanto delicato che graverebbe ove un progetto del genere se realizzato porterebbe con sè». I tre precisano per di piú che il Brenta nella zona è giá gravato dalla presenza di altri cinque impianti. Quello proposto dalla ditta Crestani sarebbe per i ricorrenti una sorta di colpo di grazia al fiume, ai pesci, allo sport e all'economia del comprensorio.

Tra le argomentazioni legali dei ricorsi amministrativi (quello del Comune è avanti al Presidente della repubblica, quello dei privati è avanti al Tribunale superiore delle acque) ce n'è uno sul quale i tre hanno battuto parecchio. «Non si capisce perchè il progetto proposto dal privato non sia stato assoggettato ad una Valutazione di impatto ambientale quando per esempio noi pescatori se vogliamo raccogliere la legna in eccesso dal greto d'un fiume abbiamo bisogno proprio di un permesso che compendi appunto la cosiddetta valutazione Via».

QUESTIONE POLITICA

La questione però è anche politica. La Regione Veneto a maggioranza leghista non piú tardi del dicembre 2017 aveva votato in Consiglio un ordine del giorno che impegnava la giunta a limitare il mini idroelettrico che però è assoggettato ad una serie di leggi nazionali ed europee prima che regionali. La decisone degli uffici tecnici di palazzo Balbi riapre per l'ennesima volta la ferita delle autorizzazioni in materia di mini-idroelettrico che da anni vede la fiera opposizione di una vasta platea che va dalle associazioni ecologiste, a quelle degli operatori turistici sino a quelle della pesca. Si tratta di ambienti che sul piano elettorale contano parecchio.

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