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Giovane calciatore in coma farmacologico: il nonno era morto un mese fa di tumore

La famiglia e tutta la comunità di Resana (Treviso) sperano che il ragazzo, colpito da un'emorragia celebrale, possa risvegliarsi nelle prossime ore. Intervista al sindaco Bosa

Sono ore di grande apprensione a Resana per il giovanissimo difensore della formazione Under17 del Lr Vicenza, è ancora in coma farmacologico all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Nella notte tra lunedì 21 e martedì 22 aprile era stato sottoposto a un intervento durato ben 7 ore per rimuovere l'emorragia celebrale che l'aveva colpito. L'operazione sembra essere andata a buon fine ma ora medici e familiari stanno aspettando che passino 72 ore per poter provare a risvegliare il giovane dal coma.

Il ragazzo continua a lottare tra la vita e la morte mentre tutta Resana fa il tifo per lui. Abbiamo contattato telefonicamente il sindaco Stefano Bosa che, ai nostri microfoni, ha spiegato come il giovane sia figlio di un suo consigliere comunale e amico di lunga data. 

«La notizia mi ha lasciato senza parole - esordisce Bosa - è una giovane promessa del nostro Comune, un talento del calcio trevigiano: amici e conoscenti lo chiamano "La Roccia" per il suo fisico sempre allenato. I medici hanno detto che si è trattato di un malore congenito che avrebbe potuto sorprenderlo ovunque. Il caso ha voluto che il ragazzo si sia sentito male in casa e l'intervento immediato di papà, che ha allertato i soccorsi, potrebbe essergli stato provvidenziale».

Il sindaco Bosa racconta che la famiglia del giovane, negli ultimi tempi, era stata già segnata da una grave tragedia familiare. «All'incirca un mese fa - racconta il primo cittadino - il nonno paterno, era morto a causa di un tumore incurabile e, come se non bastasse, proprio oggi (mercoledì 22 aprile) la nonna materna, 90 enne, è stata operata al femore dopo un grave incidente domestico».

Due notizie terribili, aggravate dall'improvvisa emorragia capitata al giovane calciatore. Il sindaco Bosa ha fatto visita ai genitori del ragazzo proprio in queste ore: «Ho voluto portargli non solo la mia vicinanza ma anche quella di tutto il paese che sta vivendo ore di grande angoscia nella speranza che Edoardo possa riprendersi al più presto».

fonte: Trevisotoday 

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