Guerra al lupo, non solo tra i boschi: battaglia di cifre tra l’allevatore e la Regione

Dopo la segnalazione di un malgaro che lamentava il fatto di essere stato rimborsato solo di 30 euro a pecora sbranata, i tecnici Regionali precisano: «Non è vero, la cifra a capo è di 230 euro e non ha rispettato i parametri di sicurezza»

In un intervista rilasciata al Giornale di Vicenza l’allevatore di pecore Mirco Bauce ha raccontato che i lupi hanno sbranato durante  l’estate parte consistente del suo gregge, 20 capi, nella sua malga Campocavallo ad Enego. L’imprenditore agricolo ha quindi puntato il dito contro la Regione Veneto, dichiarando che lui i suoi colleghi si sentono abbandonati e che per altre predazioni è stato risarcito con 30 euro “il costo per smaltire la carcassa”. Ma la Regione risponde con un comunicato ufficiale: «Le dichiarazioni dell’allevatore fanno riferimento ad un risarcimento di 30 euro a capo, cifra non corrispondente al vero in quanto l'indennizzo corrisposto dalla Regione,  oltre ad essere del 100 per cento, sostiene i danni diretti, ossia quei danni causati direttamente dal predatore durante l'attacco, ma anche i danni indiretti, ossia quei danni che non sono causati direttamente dal predatore, come ad esempio le spese veterinarie, l'acquisto dei farmaci, il ripristino e la riparazione delle infrastrutture danneggiate e molto altro».

La guerra al lupo, dopo un’estate con continue predazioni segnalati dagli allevatori, si fa sentire nelle stanze della Regione e innesca un braccio di ferro con gli allevatori. L’assessore alla caccia Pan ha recentemente dichiarato che « la Regione sta assicurando non solo il pieno indennizzo dei capi vittime delle predazioni, ma soprattutto pronta assistenza ad allevatori e pastori», ma passa la patata bollente allo Stato: «Non abbiamo trovato alcuna interlocuzione con il ministero dell’Ambiente che, nonostante i nostri pressanti inviti a incontrare allevatori e abitanti dell’Altopiano e della Lessinia e le ripetute richieste istituzionali avanzate con le regioni contermini di un vero piano di gestione e contenimento del lupo, ha continuato a ignorare il problema crescente delle predazioni e tutte le nostre proposte per una gestione attiva della specie predatrice»

L’abbattimento dei grandi predatori, non previsto in Italia per legge, è caldeggiato da molti in Veneto: allevatori, politici e non per ultimi, cacciatori. Le Province autonome di Trento e di Bolzano e recentemente anche  la Valle d'Aosta hanno varato un disegno di legge nel quale si riservano la possibilità di abbattere il lupo, ma solo nel caso di pericolo per l'uomo.

La voglia della caccia al lupo è molta anche in Veneto, nonostante i 200 mila euro stanziati dalla Regione per gli indennizzi agli allevatori colpiti e aver portato a 160 mila euro il fondo per finanziare interventi di prevenzione, come i recinti elettrificati e i dissuasori acustici, e sta sperimentando, prima in Europa, il progetto di barriere virtuali per esemplari geolocalizzabili mediante radiocollare. Inoltre, mette a disposizione un milione di euro del Programma di sviluppo rurale per sostenere al 100%, le spese degli allevatori per recinzioni mobili, semipermanenti e fisse, dissuasori acustici e sistemi di allarme.

In merito alle dichiarazioni di Bauce, la Regione precisa però la propria posizione e spiega che, secondo il decreto regionale,  le pecore di razza Brogna, Foza, Lamon vengono indennizzate per un valore di 230 euro a capo, ben lontano dal valore dichiarato dal signor Bauce di 30 euro. «Inoltre il 2 agosto scorso il recinto a malga Campocavallo non era correttamente elettrificato, non rispettando i parametri minimi raccomandati dai tecnici regionali, ma soprattutto, la notte dell'attacco il pastore non era presente sul posto ed il gregge non era protetto dai cani da guardia», specificano i tecnici Regionali. 

Dopo la predazione subita dal pastore Cortese ad inizio agosto, l'Ufficio Grandi Carnivori della Regione Veneto dislocato ad Asiago, con il supporto dei tecnici regionali e del CAI Veneto, ha coordinato tutte le attività a supporto dell'allevatore, installando gratuitamente 600 metri lineari di recinzione elettrificata e creando una doppia recinzione a maggiore protezione del gregge. «Successivamente all'installazione della recinzione, i tecnici hanno effettuato numerosi sopralluoghi in loco al fine di verificarne la corretta manutenzione - conclude la Regione - Nel sopralluogo effettuato è stato constatato che sono state applicate le prescrizioni date in precedenza e, dalla predazione richiamata dal pastore Bauce, il gregge di ovi-caprini è stato custodito correttamente, senza più subire ulteriori attacchi durante le ore notturne».

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