Solitudine e non autosufficienza: il dramma della terza età nel Vicentino

Sono oltre 34mila gli ultraottantenni che vivono soli e uno su quattro non può compiere normali attività quotidiane: la fotografia che i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto hanno fatto della popolazione anziana a Vicenza e provincia

Non possono compiere le normali attività quotidiane, devono essere seguiti costantemente da familiari o da assistenti, hanno bisogno di continue cure e attenzioni. Stiamo parlando degli anziani non autosufficienti che nel Vicentino sono sempre più numerosi. Particolarmente delicata la situazione nelle fasce più elevate di età: circa14.400 ultraottantenni berici non è in grado di badare a sé stesso, del tutto o parzialmente. Il tutto in un territorio che ospita la percentuale più bassa di anziani rispetto al resto delle province venete, ma che in dieci anni (2008-2019) ha visto passare gli ultrasessantacinquenni dal 18,2 (2018) al 21,9% della popolazione totale.

È questa la fotografia che i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto hanno fatto della popolazione anziana e rischio non autosufficienza a Vicenza e provincia: «La non autosufficienza, insomma, non è uno scherzo - si legge in una nota del sindacato -e se non cambia in fretta l'offerta dei servizi sociosanitari, ma anche una certa mentalità che vede nell’anziano solo un peso, il futuro di questa fascia della popolazione sarà una vera e propria sfida da affrontare in solitudine, soprattutto per le donne»

DEMOGRAFIA E ASPETTATIVA DI VITA

La situazione si fa sempre più emergenziale perché legata a doppio filo all'invecchiamento della popolazione. Più aumenta l'aspettativa di vita e più emergono i problemi relativi alla salute delle persone anziane. Nel Vicentino gli ultrasessantacinquenni sono circa 189milamentre gli ultraottantenni hanno raggiunto quota 57mila. Nel decennio 2008-2019 la percentuale degli anziani vicentini rispetto alla popolazione è passata, come detto, 18,2 al 21,9%. In 30 anni (2018-2048), poi, l’aspettativa di vita passerà per gli uomini da 81,6 a 85,6 anni e per le donne da 85,9 a 89, 2 anni.

ANZIANI SOLI

L'invecchiamento della popolazione porta con sé un altro problema che è quello della solitudine. Un vero e proprio dramma per tantissimi anziani vicentini, soprattutto per gli ultraottantenni molti dei quali sono interessati proprio dalla questione della non autosufficienza, totale o parziale. Secondo l’indagine realizzata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp gli over 80 che vivono soli sono circa 34mila, in pratica sei ultraottantenni ogni dieci. Fra questi il 74% è donna.

NON AUTOSUFFICIENZA

In tale contesto emerge la questione della non autosufficienza, parziale e totale. In Veneto, secondo un’indagine realizzata dall’Istituto di ricerca Morosini, gli anziani non autosufficienti superano quota 200mila. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp hanno elaborato i dati dell’Inps relativi agli invalidi civili (con percentuale di invalidità dal 74% al 100%) che dunque devono confrontarsi con il problema della non autosufficienzaDall’analisi emerge chegli anziani over 65 non autosufficienti nel Vicentino, riconosciuti appunto come invalidi civili, sono poco più di 19mila con un incremento del 7% fra il 2015 e il 2019, il più alto di tutto il Veneto. Ancora più rilevante il dato riferito agli ultraottantenni invalidi. Sono quasi 14.400 quelli riconosciuti come invalidi civili e quindi non autosufficienti parzialmente o totalmente, e rappresentano più del 25% del totale degli over 80. In pratica nella provincia di Vicenza ogni quattro over 80, uno non è autosufficiente.

RIFORME E RICHIESTE

Il problema della non-autosufficienza è collegato a doppio filo alla riforma delle strutture per anziani. Il Veneto è rimasta l’unica regione d’Italia a non aver riformato le Ipab (31 quelle pubbliche nel Vicentino, il numero più alto di tutta la regione), a non aver cioè recepito una legge nazionale del 2000 che prevedeva la loro trasformazione in strutture da inserire nella rete di assistenza territoriale. In questa vacatio il settore privato è stato enormemente favorito grazie ai minori costi di gestione e ai minori controlli. In generale serve una politica molto attenta nei confronti delle persone anziane e per questo chiediamo da tempo una legge nazionale sulla non autosufficienza. 

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