“Voglio sopravvivere al tumore cerebrale”: l'appello di Alessandro

Nel 2010 la sua vita è stata stravolta dall'esito di una tac. Da allora combatte con una forma rara di cancro ma la sua voglia di vivere lo porta a continuare a lottare contro quel male che ciclicamente ritorna: "Più incazzato di prima"

In foto Alessandro Bizzotto e la compagna Valeria

Alessandro ha 43 anni, vive a Bassano del Grappa e fino al 2010 ha avuto una vita "normale", comune a tanti altri. Innamorato della sua Valeria aveva mile progetti ma ad un certo punto il suo corpo ha iniziato a mandargli dei "campanelli d'allarme".

"Avevo sbandamenti, continui mal di testa, pupille anisocoriche e per questo mi sono sottoposto a varie visite oculistiche nelle quali non mi è stato riscontrato alcun che", ci racconta Alessandro Bizzotto. Un giorno però cade in casa e questa cosa gli dà da pensare. Con lui c'è la compagna Valeria che, preoccupata, lo porta al pronto soccorso di Bassano del Grappa. Qui viene sottoposto ad una tac e l'esito gli stravolge la vita: Alessandro ha un oligodendroglioma, una forma rara di tumore cerebrale.

“È una patologia la cui causa è spesso correlata al luogo e tipo di lavoro svolto” spiega Alessandro. Da quel momento inizia una lunga serie di visite e accertamenti che lo portano ad un primo intervento chirurgico: il tumore era già di grado 2. “Era il marzo 2011. La prima asportazione era un bel pompelmo di 9.5 cm di diametro - racconta Alessandro - Il secondo intervento è arrivato presto, a gennaio 2013, perché "lui" si era ben nascosto ed era alquanto contrariato".

Alessandro dal 2012 è in terapia con farmaci antiepilettici, non sostituibili con generici, perché i pazienti operati alla testa spesso sviluppano un'epilessia secondaria: “Il trattamento farmacologico è a carico del paziente, in alcune regioni, come il Veneto - spiega il bassenese - devo assumere altri farmaci perché il cocktail di sostanze che mi sono state somministrate negli anni, ha danneggiato permanentemente i miei reni”.

Per questo motivo Alessandro ha chiesto un aiuto lanciando una raccolta fondi su GoFundMe: “Come potete immaginare tutti questi trattamenti/ terapie/ visite /spostamenti hanno un costo. Tutto grava sulle spalle del nucleo famigliare composto da me e dalla mia compagna. Possiamo contare solo su un'entrata economica, troppo esigua per sostenere così tante spese”.

Alessandro in questi giorni sta facendo una serie di visite all'ospedale San Raffaele di Milano prima di sottoporsi ad un terzo intervento al Besta: "La chemio e la radio si sono rivelate inefficaci. Adesso la diagnosi è quella di oligodendroglioma misto ad astrocitoma di grading 3 (la sopravvivenza media post intervento è a 5 anni, di solo il 30%) e diventa quindi necessario un ulteriore intervento", sottolinea. A questo terzo intervento faranno seguito altre terapie: "Dovrò fare radioterapia frazionata per due cicli all'ospedale di Negrar di Verona e ciò significa che ogni giorno dovrò fare avanti e indietro da Bassano".

Con tutte le aggravanti del caso perchè, come racconta: "Nel corso del tempo ho sviluppato anche una allergia ai mezzi di contrasto utilizzati durante la diagnostica (risonanze, tac , spettroscopia, pet..), agli anestetici e ad altri farmaci tra cui verosimilmente la morfina. Sto cercando quindi anche di trovare soluzioni, assieme ai medici, per sostenere il prossimo intervento ed anche la diagnostica necessaria pre e post operatoria. Attualmente l'unica via percorribile è quella di utilizzare cortisonici ad alto dosaggio, sempre a mie spese, che hanno effetti devastanti nel lungo periodo. Anche i test allergologici per tali sostanze sono a mio carico, così come i marcatori ematici e il dosaggio plasmatico dei farmaci che ricadono sulle nostre tasche".

Ecco che per affrontare tutto questo, e in particolare il post operatorio il bassanese lancia un appello: "Ad oggi non è mai stata approvata una legge sui care giver e quindi tutto ricade sulle nostre uniche risorse, fisiche, mentali, emotive ed economiche".

A causa della patologia dalla prognosi infausta (tumore invasivo,maligno ed altamente infiltrante) Alessandro ha perso il lavoro e nel 2018, dopo soli 3 mesi dalla decisione del tribunale, ha perso la casa, pignorata in quanto non riuscivo più a pagare il mutuo. "Abbiamo continuato finché abbiamo avuto la possibilità di pagare ma a nulla sono valse le mie condizioni - spiega Alessandro - Dovrei eseguire fisioterapia ogni giorno per mantenere quanto di salvabile è rimasto, in particolar modo per quanto riguarda gli arti superiori; purtroppo é stata una delle prime spese che sono stato costretto a tagliare, visto che avrei dovuto provvedere di tasca mia, dati i tempi biblici col s.s.n.".



 

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